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Ue propone divieto social ai minori di 13 anni, limiti fino a 15

AUTORE: Redazione Novrium //
Ue propone divieto social ai minori di 13 anni, limiti fino a 15
La presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha annunciato una proposta di legge per vietare l'accesso ai social network ai minori di 13 anni, con account personali limitati fino ai 15 anni. La misura, parte del prossimo «Kids Act», prevede mini-account supervisionati dai genitori tra i 13 e i 15 anni, con restrizioni di tempo e funzionalità limitate. L'obiettivo è proteggere i giovani dal rischio di dipendenza e contenuti dannosi.

L'iniziativa, presentata durante il discorso sullo Stato dell'Unione, ha suscitato dibattito. Associazioni come il Moige e la Fondazione Patti digitali chiedono un'età minima più alta, come quella dell'Australia (16 anni). Gli esperti temono che i limiti possano risultare blandi e che i tempi di attuazione siano troppo lunghi. «Il divieto è un passo in avanti, ma la soglia di 13 anni non è sufficiente», ha sottolineato il professore Marco Gui, che evidenzia come 10mila minori entrino ogni giorno sui social prima dei 16 anni.

La Commissione prevede che le piattaforme social obblighino il «safe design» per gli utenti tra i 15 e i 18 anni. Inoltre, il «Digital Fairness Act», annunciato per l'autunno, mira a regolamentare il design persuasivo delle applicazioni. Von der Leyen ha sottolineato la necessità di contrastare il potere dei giganti tecnologici, come Meta e TikTok, che «creano dipendenza» attraverso strategie di engagement.

Le misure dovranno essere approvate dal Parlamento e dal Consiglio Ue, un processo che potrebbe richiedere mesi. Mentre si attende l'adozione formale del Kids Act, esperti e genitori chiedono maggiore chiarezza sui meccanismi di verifica dell'età e sulle restrizioni effettive. La Fondazione Patti digitali ha inviato una lettera a von der Leyen, sottolineando che «i bambini non possono aspettare» e proponendo un «patentino digitale» obbligatorio per gli under 16.

Il dibattito si concentra su come equilibrare la protezione dei minori con l'efficacia delle normative. Mentre l'Ue cerca di imporre regole più rigorose, il confronto con le aziende tecnologiche e le istituzioni nazionali rimane complesso. La sfida principale resta quella di garantire che le misure siano applicabili e non si rivelino solo simboliche.