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Hacker filorussi rivendicano l'attacco ai supermercati europei: colpiti frigoriferi in sette Paesi

AUTORE: Redazione Novrium //
Hacker filorussi rivendicano l'attacco ai supermercati europei: colpiti frigoriferi in sette Paesi
Due gruppi di hacker filorussi, Noname057(16) e Z-Pentest, hanno rivendicato con un video diffuso sui social network gli attacchi agli impianti di refrigerazione che hanno colpito diversi Paesi europei, Italia compresa. Nel messaggio i gruppi affermano di aver sfruttato i sistemi integrati dei prodotti dell'azienda danese Danfoss e del sistema Dixel Web, senza ricorrere ad alcun malware, e sostengono che la loro portata si estenda anche a sistemi di approvvigionamento idrico, centrali elettriche, impianti industriali e siti di stoccaggio alimentare.

Nei giorni scorsi i sistemi di controllo prodotti da un'azienda danese e da una statunitense avrebbero permesso agli hacker di abbassare la temperatura dei frigoriferi in decine di supermercati in sette Paesi dell'Unione europea. L'attacco ha portato alla distruzione di tonnellate di alimenti ed è seguito a uno analogo che il mese scorso aveva colpito la Francia. I grandi supermercati non gestiscono di solito ogni refrigeratore in modo indipendente, ma si affidano a un sistema centrale che imposta temperature e programmi di sbrinamento, spesso connesso a Internet per consentire ai tecnici di intervenire a distanza.

Sul fronte italiano, il presidente di Federdistribuzione, Alberto Buttarelli, ha ridimensionato l'impatto dell'offensiva. Secondo quanto riferito, sono stati coinvolti una decina di punti vendita situati principalmente tra Veneto e Sicilia, gestiti da imprenditori affiliati e non da filiali delle grandi catene. Il danno economico per il singolo esercente può essere sensibile, ma a livello complessivo si limita a poche migliaia di euro. Buttarelli ha inoltre sottolineato che non risultano richieste di riscatto e che l'azione sembra mirata a creare disagi e a destabilizzare la catena distributiva. Anche l'intrusione, secondo la stessa fonte, sarebbe stata favorita dal mancato aggiornamento tempestivo dei protocolli di sicurezza nelle singole attività.

Il ministro dell'Interno Piantedosi ha definito l'episodio "un'azione ostile coordinata a livello europeo". A Palazzo Chigi si sono riuniti i vertici dei servizi di sicurezza per valutare le contromisure, e già in precedenza circolava l'ipotesi che dietro gli attacchi vi fosse uno Stato straniero o qualcuno che agisse in suo favore. Le indagini sono affidate alla Polizia Postale.

I due gruppi sono noti per il cosiddetto hacktivismo politico, rivolto principalmente contro istituzioni, aziende e infrastrutture critiche dei Paesi che sostengono l'Ucraina. NoName057(16), attivo dal marzo 2022, ricorre soprattutto ad attacchi DDoS che rendono temporaneamente irraggiungibili i siti bersaglio, coordinando i sostenitori tramite la piattaforma Telegram DDosia Project, che ricompensa in criptovalute chi mette a disposizione la potenza di calcolo dei propri dispositivi. Z-Pentest è un collettivo più recente che collabora regolarmente con il primo nelle rivendicazioni congiunte. Entrambe le sigle sono già state oggetto di indagini internazionali, tra cui l'operazione denominata Eastwood.

Il timore delle autorità è che la cosiddetta guerra ibrida, che da mesi provoca danni e disordini in Europa, sia solo all'inizio. Da qui la necessità di rafforzare le difese, aggiornando software e sistemi di cybersicurezza e adeguandoli alle sfide poste dall'intelligenza artificiale.