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Divieto social ai minori, l'Ue congela per un anno le leggi nazionali

AUTORE: Redazione Novrium //
Divieto social ai minori, l'Ue congela per un anno le leggi nazionali
La Commissione europea ha deciso di rinviare per 12 mesi qualsiasi progetto di legge nazionale che si sovrapponga alle future norme armonizzate sull'accesso dei minori ai social network. La scelta, annunciata dal portavoce Thomas Regnier, nasce dalla volontà di evitare una frammentazione del mercato interno e di concentrare il lavoro sui negoziati relativi all'EU Kids Act.

Lo stop arriva nel giorno in cui era atteso il parere di Bruxelles sulla proposta di legge austriaca che vieta l'uso dei social agli under 14. Oltre all'Austria, hanno notificato iniziative legislative alla Commissione Slovenia, Italia, Belgio e Francia, mentre anche la Grecia ha già approvato un divieto per i minori, primo Paese europeo a farlo.

Secondo Regnier, leggi diverse e soglie d'età differenti nei vari Stati membri renderebbero quasi impossibile per le piattaforme rispettare le regole, con il rischio di lasciare i minori privi di qualsiasi livello di tutela. Per il caso francese e quello greco, il portavoce ha spiegato che esistono differenze giuridiche e procedurali, e che per queste leggi il periodo di sospensione previsto dalla procedura europea era già scaduto prima della presentazione della proposta di EU Kids Act.

Il regolamento EU Kids Act, approvato il 17 settembre, prevede un accesso progressivo ai social media basato sull'età. I minori sotto i 13 anni non potranno accedere ai social, mentre quelli tra 13 e 14 anni potranno usarli tramite un mini account gestito da un genitore, con funzioni limitate e al massimo un'ora al giorno. Dai 15 anni in su sarà possibile aprire e gestire un account autonomamente. La proposta introduce inoltre misure di sicurezza fin dalla progettazione, come il blocco dello scrolling infinito e delle notifiche notturne, la privacy dei profili per impostazione predefinita e la verifica dell'età tramite un'app che non conserva dati personali.

Per garantire la tutela dei minori nell'attesa, Bruxelles assicura una rigorosa applicazione della legge sui servizi digitali (Dsa). Regnier ha sottolineato che le piattaforme, considerate di fatto le responsabili dei danni ai minori, dovranno assumersi le proprie responsabilità, mentre l'onere della prova si sposterà dalle autorità di regolamentazione ai fornitori delle piattaforme molto grandi.

Le associazioni di genitori, tra cui il Moige, hanno espresso forte preoccupazione per la decisione. Il direttore generale Antonio Affinita ha definito molto grave lo stop, sostenendo che si tratti di un'ingerenza nelle politiche sulla salute pubblica, materia su cui i governi nazionali restano sovrani. In Italia, il disegno di legge 1136 sul divieto dei social ai minori, fermo da oltre un anno, rischia ora di arenarsi, nonostante il sostegno bipartisan di Fratelli d'Italia, Partito democratico e Italia Viva.

Anche l'avvocato Stefano Bertone, che fa parte del team della class action contro Meta e TikTok, ha criticato il rinvio, ricordando che la tutela della salute mentale degli adolescenti non può attendere. Il riferimento è alla condanna di Meta a quasi un miliardo di dollari di sanzioni in Nuovo Messico per i danni causati ai minori.

La Commissione punta ora ad accelerare il confronto con Parlamento europeo e Consiglio, perché, come ha ribadito Regnier, la priorità assoluta resta l'approvazione dell'EU Kids Act e di una soluzione armonizzata a livello europeo.