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Corea del Nord respinge le accuse sul furto Binance da 6 miliardi

AUTORE: Redazione Novrium //
Corea del Nord respinge le accuse sul furto Binance da 6 miliardi
La Corea del Nord ha respinto con fermezza le accuse statunitensi di essere dietro al furto di criptovalute ai danni di Binance, la più grande piattaforma di scambio di criptovalute al mondo. Il furto, annunciato venerdì, ammonterebbe a oltre 6 miliardi di dollari, configurandosi come la più grande rapina digitale mai registrata nella storia del settore.

A respingere le accuse è stata Kim Yo Jong, influente sorella del leader Kim Jong Un e alta funzionaria del partito al potere. In una dichiarazione diffusa martedì, ha definito le affermazioni di Washington un "banale provocazione" e una "retorica assurda", sostenendo che il caso dimostri l'ostilità statunitense nei confronti del Paese. Secondo la funzionaria, Washington cerca di attribuire a Pyongyang ogni crimine informatico che si verifica nel mondo, una "grave provocazione politica".

L'FBI ha invece attribuito l'attacco al gruppo di hacker noto come TraderTraitor, un'unità legata allo Stato nordcoreano, anche nota come Lazarus Group, già responsabile di un furto da 1,5 miliardi di dollari ai danni della piattaforma Bybit nel 2025. Secondo gli investigatori, i responsabili avrebbero convertito parte dei beni sottratti in Ethereum e si presume stiano tentando di riciclarli. Binance ha dichiarato di aver coperto gran parte dei fondi sottratti utilizzando risorse aziendali e ha ripreso le operazioni di prelievo.

Gli esperti di sicurezza informatica considerano i hacker nordcoreani tra i più prolifici al mondo nel settore delle criptovalute. I proventi di queste attività, secondo gli analisti, finanzierebbero i programmi di armamento del Paese, che resta uno dei più poveri al mondo. Già nel 2022 i servizi segreti sudcoreani stimavano che gli hacker di Pyongyang avessero sottratto cripto-attività per circa 1,1 miliardi di dollari nei cinque anni precedenti. Pyongyang ha sempre negato ogni coinvolgimento in questi episodi, tra cui l'attacco del 2017 con il malware WannaCry e l'hackeraggio di Sony Pictures nel 2014.

Il caso arriva in un momento delicato sul piano diplomatico. Il presidente statunitense Donald Trump ha più volte espresso il desiderio di riavviare il dialogo con Kim Jong Un, ma Pyongyang non ha ancora risposto pubblicamente a queste aperture. Nello stesso giorno, la Corea del Nord ha annunciato di aver testato una nuova testata a grappolo destinata ai missili da crociera strategici.

Dal canto suo, Trump, interpellato a una festa di Halloween nella sua residenza di Mar-a-Lago in Florida, ha dichiarato di non essere preoccupato e che si stanno ancora raccogliendo informazioni. "Non sappiamo se sia stata la Corea del Nord", ha detto, aggiungendo però che gli investigatori potrebbero stabilirlo. Kim Yo Jong ha infine avvertito che Pyongyang ha "questioni da riconsiderare" alla luce della "molto sgradevole ostilità" degli Stati Uniti.