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Schwazer: 'Sono innocente, ma non mi difenderò più'

AUTORE: Redazione Novrium //
Schwazer: 'Sono innocente, ma non mi difenderò più'
Alex Schwazer, atleta italiano e olimpionico della marcia, ha annunciato durante una conferenza stampa a Bolzano di non difendersi più dalle accuse di positività all’eritropoietina (Epo). L’atleta, 41 anni, ha sostenuto di essere innocente e di non aver mai assunto sostanze vietate, ma di non avere più la forza psicologica per affrontare un nuovo processo. La NADA Germania lo ha sospeso in via cautelare dopo un controllo antidoping effettuato durante i campionati tedeschi di aprile, dove aveva stabilito un nuovo record italiano sulla distanza dei 42 km.

Schwazer ha ricordato le lunghe battaglie legali dopo la sua prima positività, che lo hanno visto passare anni tra udienze, ricorsi e controricorsi. Ha espresso frustrazione per il sistema antidoping, affermando di non voler rischiare la sua famiglia e la sua vita per un contendere giudiziario. L’unica richiesta che farà è una controanalisi, con l’aggiunta di un campione di urina conservato dal suo ex allenatore, Sandro Donati, che ha espresso sorpresa per la situazione.

L’avvocato di Schwazer ha sottolineato la necessità di analizzare una terza provetta di urina, che potrebbe confermare l’innocenza dell’atleta. Ha criticato la mancanza di trasparenza nel processo, sottolineando che il sistema non è più fidabile. Donati, che ha allenato Schwazer fino al 2016, ha rivelato di aver conservato un campione di urina dalla gara tedesca, sperando che venga esaminato per la verità.

Schwazer ha concluso la conferenza con un tono di rassegnazione, affermando che lo sport non è più la sua priorità. Ha espresso amarezza per il sistema antidoping, che ha definito un “incidente” per chi torna a competere. Nonostante le accuse, ha mantenuto la sua posizione: “Non ho preso nulla, ma non ho più la forza di combattere”.