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La Fenice rompe con Beatrice Venezi dopo accuse di nepotismo

AUTORE: Redazione Novrium //
La Fenice rompe con Beatrice Venezi dopo accuse di nepotismo
La Fondazione Teatro La Fenice ha annunciato di aver annullato tutte le collaborazioni future con la direttrice d'orchestra Beatrice Venezi, a seguito di dichiarazioni considerate offensive e lesive del valore artistico dell'istituzione. La decisione, presa dal sovrintendente Nicola Colabianchi, è maturata dopo le reiterate affermazioni pubbliche della Venezi, che aveva accusato l'orchestra di nepotismo, descrivendo i posti come trasferiti "di padre in figlio".

L'incidente è esploso dopo un'intervista rilasciata al quotidiano argentino La Nación, in cui Venezi aveva espresso opinioni incompatibili con i principi della Fondazione. La Rsu dei lavoratori aveva definito le sue parole "false, gravi e offensive", sottolineando l'attacco all'identità del Teatro. La nomina di Venezi, avvenuta a settembre, era stata contestata sin dall'inizio dall'orchestra, che aveva espresso preoccupazioni sul curriculum della direttrice e sulle modalità di selezione.

Il ministro della Cultura Alessandro Giuli ha espresso piena fiducia in Colabianchi, auspicando che la scelta "sgomberi il campo da equivoci e tensioni". Tuttavia, il capogruppo del M5S al Senato, Luca Pirondini, ha criticato la decisione come "tardiva", sottolineando che Colabianchi avrebbe dovuto agire prima. Altri politici, come Andrea Martella, hanno appoggiato la scelta, ritenuta necessaria per ripristinare la serenità del Teatro.

La vicenda ha messo in luce le profonde divisioni interne, con proteste da parte dei musicisti e una serie di dimissioni di membri del consiglio. La Fondazione ha ribadito l'impegno a promuovere un ambiente basato sul rispetto e l'eccellenza artistica, cercando di rimettere in sesto un rapporto che aveva subito gravi danni.