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Trump annuncia chiamata a Putin dopo sospetto caso di peste in Russia

AUTORE: Redazione Novrium //
Trump annuncia chiamata a Putin dopo sospetto caso di peste in Russia
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha annunciato di aver programmato una chiamata con il leader russo Vladimir Putin per discutere del sospetto caso di peste in Siberia, dopo la morte di una ricercatrice del laboratorio anti-peste di Irkutsk. Darya Shipilova, 28 anni, è deceduta il 2 ottobre dopo essere stata ricoverata con gravi sintomi di polmonite. L'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha richiesto ulteriori informazioni sulla possibile seconda vittima segnalata nella regione.

Trump ha dichiarato di non credere che l'episodio sia collegato a un'arma biologica, sottolineando che gli Stati Uniti stanno collaborando con la Russia per gestire la situazione. Il colloquio tra i due leader, in programma per il 7 ottobre, riguarderà principalmente l'epidemia, ma il presidente ha anche espresso preoccupazione per l'evoluzione dei batteri della peste, definendoli "più forti e intelligenti" rispetto al passato.

Le autorità russe hanno negato ufficialmente il caso di peste, ma hanno messo in quarantena quasi 200 persone dopo l'incidenza di Shipilova. L'OMS ha evidenziato la mancanza di trasparenza, richiedendo dati completi per valutare i rischi sanitari. Mentre i media locali segnalano un secondo decesso, le autorità russe sostengono che non siano state identificate infezioni da parte dei contatti della vittima.

Il laboratorio di Irkutsk, specializzato nella ricerca sulla peste pneumonica, è al centro delle indagini. Gli esperti hanno espresso dubbi sulla versione ufficiale, sottolineando che il rischio di infezione da un tubo di vetro rotto è basso. L'incertezza intorno al caso ha alimentato preoccupazioni internazionali, con l'OMS che offre supporto tecnico per contenere eventuali focolai.

Il governo russo ha dichiarato di aver completato l'indagine epidemiologica, ma le informazioni contrastanti tra i vari enti locali hanno creato confusione. Mentre i cittadini sono stati invitati a evitare i viaggi nella zona, le autorità continuano a negare la presenza di patogeni ad alto rischio tra i contatti della ricercatrice deceduta.