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Morto paziente oncologico costretto a sdraiarsi a terra in ospedale

AUTORE: Redazione Novrium //
Morto paziente oncologico costretto a sdraiarsi a terra in ospedale
Franco Amoroso, un uomo di 60 anni affetto da un tumore al colon, è morto nella sua abitazione a Senigallia dopo essere stato costretto a sdraiarsi a terra nel corridoio del pronto soccorso dell'ospedale locale per la mancanza di letti e barelle. L'uomo aveva atteso per otto ore una barella, ma a causa del forte dolore non era riuscito a restare seduto e si era dovuto sdraiare su una coperta posizionata a terra.

Il caso di Amoroso era diventato il simbolo delle criticità della sanità pubblica e aveva scatenato un grande dibattito. La moglie di Amoroso, Cecilia, aveva denunciato la situazione e aveva diffuso il racconto di quelle ore drammatiche passate in attesa in ospedale. Il direttore generale dell'Azienda sanitaria territoriale di Ancona, Giovanni Stroppa, aveva presentato scuse ufficiali e aveva avviato verifiche interne.

Amoroso combatteva contro la recidiva di un tumore al colon e nonostante fosse in procinto di iniziare una nuova terapia all'ospedale regionale di Torrette ad Ancona, il peggioramento del quadro clinico non gli aveva permesso di accedere in tempo alle cure. La sua morte ha scosso la comunità e ha sollevato interrogativi sulla gestione della sanità pubblica.

La moglie di Amoroso aveva detto che "c'è poco personale e chi lavora lo fa correndo. I dirigenti dovrebbero fare qualcosa per evitare tutto ciò". L'Azienda sanitaria territoriale di Ancona ha fatto sapere che gli esiti dell'indagine interna saranno resi noti in un secondo momento in segno di rispetto per il lutto.

Il caso di Amoroso è un'esemplificazione delle difficoltà che molti pazienti affrontano nel sistema sanitario pubblico. La mancanza di risorse e il sovraccarico di lavoro possono portare a situazioni drammatiche come quella vissuta da Amoroso. È fondamentale che i dirigenti sanitari prendano misure concrete per risolvere questi problemi e garantire una assistenza dignitosa ai pazienti.