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Liste d'attesa: miglioramenti ma 4 milioni di visite in ritardo

AUTORE: Redazione Novrium //
Liste d'attesa: miglioramenti ma 4 milioni di visite in ritardo
Il sistema sanitario italiano registra un miglioramento nel rispetto dei tempi di attesa per visite e esami, ma circa 4 milioni di prestazioni vengono ancora erogate oltre i termini previsti. Secondo il Bollettino sull'andamento delle liste d'attesa aggiornato al 30 settembre 2026, presentato da Agenas, le prime visite specialistiche e gli esami diagnostici mostrano un andamento positivo, pur con differenze regionali marcate. Le regioni con le performance migliori, come Basilicata, Marche e Lazio, superano il 90% di rispetto dei tempi, mentre Umbria, Puglia e Sardegna continuano a registrare valori sotto il 70%.

Le criticità riguardano in particolare visite dermatologiche, colonscopie e gastroscopie, dove i tempi di garanzia non vengono rispettati in circa il 30% dei casi. Anche per le prestazioni urgenti e brevi, una su cinque resta fuori tempo massimo. Il numero totale di prenotazioni è aumentato del 10% rispetto al 2025, raggiungendo 21,8 milioni di prestazioni, ma il 17,2% delle prime visite e l'11,4% degli esami diagnostici sono comunque in ritardo.

Le regioni con le peggiori performance, come la Puglia (55,3% di rispetto dei tempi per le prime visite) e la Sardegna (64,3%), evidenziano la necessità di interventi mirati. Al contrario, il Veneto e la Campania mostrano risultati positivi, con percentuali superiori al 90%. I dati rivelano anche una distribuzione non uniforme delle prescrizioni in base alle classi di priorità, con alcune aree che utilizzano eccessivamente la classe P (programmabile entro 120 giorni), rendendo difficile valutare l'effettiva urgenza delle prestazioni.

Agenas sottolinea l'importanza di un confronto continuo con le regioni per ottimizzare la gestione delle liste d'attesa e migliorare l'appropriatezza delle prescrizioni. Il Piano Nazionale di Governo delle Liste di Attesa 2026-2028 prevede interventi per ridurre le disuguaglianze e ottimizzare l'accesso alle cure, ma il quadro rimane complesso con margini di miglioramento ancora evidenti.