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Ebola in Congo e Uganda: l'Oms prevede aumento casi, non emergenza pandemica

AUTORE: Redazione Novrium //
Ebola in Congo e Uganda: l'Oms prevede aumento casi, non emergenza pandemica
L'Organizzazione mondiale della sanità (Oms) ha avvertito che l'epidemia di Ebola in Repubblica democratica del Congo (Rdc) e Uganda continuerà a crescere, pur non rappresentando una pandemia. Secondo i dati, sono stati registrati 51 casi confermati in Rdc e due in Uganda, con oltre 600 casi sospetti e 139 decessi sospetti. Il virus, una variante Bundibugyo, è stato identificato con ritardo a causa della sua rara diffusione.

Il comitato di emergenza dell'Oms ha confermato che l'epidemia è un'emergenza pubblica di interesse internazionale, ma non una pandemia. I fattori di preoccupazione includono la diffusione del virus, il movimento di popolazione e l'insicurezza nella provincia di Ituri, dove il conflitto ha generato 100mila sfollati. La situazione è complicata dalla mancanza di vaccini o terapie approvati per la variante Bundibugyo.

L'Oms ha stanziato 3,9 milioni di dollari per il contenimento e ha mobilitato personale e risorse sul campo. L'Unione europea ha sottolineato che il rischio di contagio in Europa è basso, ma sta supportando i Paesi africani con materiali sanitari e esperti. La variante Bundibugyo, mai vista da oltre un decennio, ha causato due precedenti epidemie, con un tasso di mortalità del 30%.

I primi casi sono stati rilevati in aree minerarie, dove il traffico di persone aumenta il rischio di diffusione. L'Oms ha criticato le critiche ricevute per il ritardo nella segnalazione, sottolineando gli sforzi in un contesto complesso. La lotta al virus è ulteriormente ostacolata dalla similitudine dei sintomi con malattie comuni come la malaria, in un'area colpita da anni di conflitti.