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Due casi sospetti di Ebola a Milano: protocollo attivato per due rientrati dall’Uganda

AUTORE: Redazione Novrium //
Due casi sospetti di Ebola a Milano: protocollo attivato per due rientrati dall’Uganda
A Milano è stato attivato il protocollo sanitario per due persone ritenute a rischio Ebola. I due, un uomo di 30 anni e una donna di 33, sono rientrati dall’Uganda con sintomi febbrili e sono stati trasferiti all’ospedale Sacco, struttura specializzata in malattie infettive ad alto rischio. I pazienti, arrivati all’aeroporto di Malpensa alle 5:50 con un volo da Addis Abeba, presentano febbre, nausea, vomito e, nel caso della donna, confusione mentale. Le autorità sanitarie hanno isolato i due e avviato test diagnostici per escludere l’infezione.

I nuclei familiari coinvolti sono sottoposti a sorveglianza, mentre il Ministero della Salute ha confermato che il rischio di diffusione del virus in Italia resta molto basso. Il dicastero ha messo in atto procedure di emergenza, in collaborazione con la Regione Lombardia e l’Istituto Superiore di Sanità. Le analisi, che includono test per Ebola e malaria, dovrebbero fornire risultati entro la serata. Un’altra persona del gruppo, una bambina di un anno, è risultata positiva alla malaria.

L’assessore regionale Guido Bertolaso ha annunciato una conferenza stampa per aggiornare l’opinione pubblica sull’andamento degli accertamenti. Il ministero ha inoltre partecipato a un incontro europeo per coordinare la risposta all’epidemia, che continua a colpire l’Uganda e la Repubblica democratica del Congo. Nel Paese africano, le autorità hanno registrato sette casi di Ebola, mentre in Congo i sospetti superano i 900, principalmente nella provincia di Ituri.

Il sistema nazionale di preparazione alle emergenze infettive è pienamente operativo, ha sottolineato il ministero, che continuerà a monitorare l’evoluzione della situazione. Le autorità locali del Comasco, dove risiedono i pazienti, hanno attivato misure di sicurezza per evitare contagi, mentre i vigili del fuoco hanno assistito nel trasferimento dei due soggetti all’ospedale Sacco.