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Ucraina sospende i raid sulle raffinerie russe sotto pressione di Trump

AUTORE: Redazione Novrium //
Ucraina sospende i raid sulle raffinerie russe sotto pressione di Trump
L'esercito ucraino avrebbe sospeso gli attacchi contro le raffinerie di petrolio russe dopo settimane di pressioni da parte del presidente statunitense Donald Trump. La notizia, riportata dal Wall Street Journal, descrive una pausa non ufficiale che dovrebbe protrarsi almeno fino alle elezioni di metà mandato negli Stati Uniti, e potenzialmente fino a fine novembre.

La decisione arriva nel pieno di una forte crisi nei rapporti tra Washington e Kiev. Secondo le ricostruzioni, Trump attribuiva agli attacchi alle infrastrutture energetiche russe l'aumento dei prezzi del diesel, arrivati a livelli record. Il tycoon aveva annunciato un accordo per acquistare diesel da Mosca e per sospendere alcune sanzioni, previste da una legge da lui firmata a settembre. Kiev aveva inizialmente respinto la richiesta di fermare i raid, definendo la campagna con droni a lungo raggio l'unica risposta possibile ai anni di bombardamenti russi.

Secondo fonti statunitensi, il 20 ottobre a Oslo il genero del presidente e inviato Jared Kushner avrebbe chiesto a Zelensky di sospendere tutti gli attacchi per trenta giorni, in segno di riconoscenza per gli sforzi diplomatici americani. Il colloquio sarebbe stato particolarmente teso. Anche alcuni alleati europei di Kiev avrebbero consigliato al presidente ucraino di tenere conto della sensibilità politica dei prezzi dell'energia negli Stati Uniti.

Intanto, sul fronte umanitario, Russia e Ucraina hanno annunciato che le operazioni di sminamento intorno alla città di Oleshky, nel sud dell'Ucraina e occupata dalle forze russe, sono completate. Una missione per portare aiuti e consentire ai residenti di lasciare la città è pronta a partire. Nella cittadina, dove restano circa 1.500 persone su una popolazione prebellica di 24mila abitanti, mancano cibo e medicinali. Il cessate il fuoco locale dovrebbe durare fino a domenica, e fino a metà giornata di giovedì non erano state segnalate violazioni.

Sul versante militare, un attacco con drone russo contro la stazione ferroviaria principale di Dnipro ha causato almeno 14 morti e 10 feriti, colpendo una banchina affollata di passeggeri in attesa di salire su un treno. La presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha espresso cordoglio e ha chiesto più pressione sulla Russia. A Kiev, un missile ha ucciso una persona.

In questo contesto, il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov è arrivato negli Stati Uniti per partecipare al G20 dei ministri degli Esteri, previsto ad Atlanta. La sua presenza ha suscitato malumori tra gli europei, mentre il presidente Trump ha dichiarato che un incontro tra Putin e Zelensky sarà organizzato molto presto.