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Ucraina nell'Ue: Italia divisa tra sì e no, l'Ue accelera i negoziati

AUTORE: Redazione Novrium //
Ucraina nell'Ue: Italia divisa tra sì e no, l'Ue accelera i negoziati
L'Unione Europea sta per lanciare una fase decisiva nel percorso di adesione dell'Ucraina e della Moldavia, con la Commissione che prevede di aprire il primo capitolo dei negoziati a giugno. La notizia ha scatenato un dibattito acceso nel governo italiano, dove la Lega si è dichiarata contraria, mentre Forza Italia, rappresentata dal ministro degli Esteri Antonio Tajani, ha espresso sostegno condizionato. «La Lega è assolutamente contraria all’adesione dell’Ucraina, che non soddisfa i requisiti necessari e rappresenterebbe un danno economico e sociale», ha sottolineato il partito, mentre Tajani ha sostenuto l’importanza di un percorso graduale, ricordando la priorità dei Balcani.

Le opposizioni hanno criticato il governo per la mancanza di unità. Il Pd e Italia Viva hanno chiesto a Giorgia Meloni di chiarire la posizione, accusando la Lega di perseguire un’agenda filorussa. «Il governo è in tilt», hanno affermato, sottolineando la contraddizione tra i vari membri della maggioranza. Intanto, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha rinnovato la sua richiesta di un’adesione rapida, esprimendo fiducia nella Commissione Ue e nel supporto europeo.

L’accelerazione dei negoziati è stata spinta anche da nuovi sviluppi geopolitici, come l’arrivo di Peter Magyar a Budapest e le pressioni del cancelliere tedesco Friderich Merz, che ha chiesto di non procrastinare l’integrazione dei Paesi candidati. Il summit Ue del 19 giugno potrebbe definire i prossimi passi, con l’apertura di un primo gruppo di capitoli negoziali. Zelensky ha sottolineato la prontezza dell’Ucraina a iniziare il processo, ma il dibattito su tempi e condizioni resta aperto.

L’Italia si trova al centro della contesa, con la sua posizione che incide sulla credibilità del governo europeo. Mentre Tajani ha ribadito l’impegno a sostenere l’Ucraina, la Lega ha continuato a mettere in guardia contro i rischi economici. La questione non è solo un tema interno, ma un test per l’unità dell’Unione Europea di fronte a un conflitto che continua a scuotere il continente.