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Trump: 'Ostilità con l'Iran terminate', ma il conflitto continua

AUTORE: Redazione Novrium //
Trump: 'Ostilità con l'Iran terminate', ma il conflitto continua
Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha dichiarato che le ostilità con l'Iran sono terminate, sostenendo che il conflitto non richieda più l'autorizzazione del Congresso. Durante un discorso a The Villages in Florida, Trump ha affermato che è «traditore» chi afferma che gli Stati Uniti non stiano vincendo la guerra, mentre in una lettera indirizzata ai leader del Congresso ha sostenuto che il cessate il fuoco siglato con Teheran ha bloccato il termine dei 60 giorni previsti dalla Legge sui Poteri di Guerra del 1973.

Secondo Trump, il cessate il fuoco del 7 aprile 2026 ha interrotto qualsiasi obbligo legale di ottenere l'approvazione legislativa per proseguire le operazioni militari. Tuttavia, esperti legali e membri democratici del Congresso hanno contestato questa interpretazione, sottolineando che un armistizio non annulla automaticamente la necessità di un'autorizzazione. La Legge sui Poteri di Guerra richiede al presidente di ricevere l'approvazione del Parlamento entro 60 giorni dall'inizio delle operazioni, altrimenti deve interrompere le azioni belliche.

Il presidente ha inoltre affermato di non aver mai cercato l'autorizzazione precedente per conflitti simili, definendo la legge «totalmente costituzionalmente illegittima». Tuttavia, il Dipartimento della Difesa ha avvertito che il blocco del canale di Hormuz continua a causare impatti economici globali, mentre le forze statunitensi rimangono in allerta nella regione. Trump ha riconosciuto che il pericolo rappresentato dall'Iran rimane significativo, ma ha insistito sulla necessità di un accordo definitivo.

Le reazioni del Congresso sono state divise: i repubblicani hanno rifiutato di mettere in discussione l'azione presidenziale, mentre i democratici hanno denunciato un «guerra illegale». L'ACLU ha espresso preoccupazione per l'espansione del conflitto, sottolineando che la legge non prevede un «pulsante di pausa». Mentre il dibattito continua, il presidente ha riaffermato la sua intenzione di non cercare l'autorizzazione, lasciando aperta la questione della legalità e delle conseguenze internazionali.