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Trump invia 5mila Marines in Medio Oriente per crisi di Hormuz

AUTORE: Redazione Novrium //
Trump invia 5mila Marines in Medio Oriente per crisi di Hormuz
Il Pentagono ha iniziato a spostare cinquemila Marines e marinai verso il Medio Oriente, in risposta agli intensificati attacchi iraniani nello Stretto di Hormuz. La decisione, approvata dal Segretario alla Difesa Pete Hegseth, prevede il trasferimento della USS Tripoli e di tre navi anfibie della Marina degli Stati Uniti. L'operazione arriva dopo che 77 navi hanno attraversato lo stretto, molti delle quali appartenenti alla cosiddetta 'flotta fantasma', una rete di navi non registrate che l'Iran utilizza per evitare controlli.

Lo Stretto di Hormuz, cruciale per il commercio globale di idrocarburi, è stato oggetto di minacce da parte dell'Iran, che ha annunciato di voler rendere impraticabile la rotta in risposta agli attacchi israelo-statunitensi. L'Organizzazione Marittima Internazionale ha registrato 16 incidenti, di cui otto coinvolgenti petroliere, mentre l'Iran continua a esportare attraverso navi non identificate. Il presidente Donald Trump ha invitato le petroliere a 'mostrare coraggio' nel traversare lo stretto, sostenendo che la Marina americana abbia affondato tutte le navi iraniane.

L'analista Bridget Diakun di Lloyd's List Intelligence ha sottolineato che la maggior parte delle navi che attraversano Hormuz appartiene a paesi come l'Iran, la Grecia e la Cina. Il rischio di interrompere il traffico marittimo minaccia l'economia globale, con un quinto della produzione mondiale di petrolio e gas naturale liquefatto che transita per lo stretto. Le tensioni si sono ulteriormente alzate dopo le minacce dell'Iran di 'dare fuoco al Medio Oriente' in caso di attacchi alle sue risorse energetiche.

L'operazione militare statunitense segna un aumento della presenza americana nella regione, con l'obiettivo di garantire la libertà di navigazione e contenere l'espansione iraniana. La situazione rimane critica, con il rischio di un conflitto che potrebbe avere ripercussioni globali sulle forniture energetiche e sulla sicurezza marittima.