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Trump impone nuove tariffe su 60 paesi per lavoro forzato

AUTORE: Redazione Novrium //
Trump impone nuove tariffe su 60 paesi per lavoro forzato
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha imposto nuove tariffe del 10% al 12,5% su importazioni da 60 paesi, tra cui il Regno Unito, per presunte violazioni del divieto di lavoro forzato. Le misure sostituiscono le tariffe temporanee del 10% che scadevano venerdì, applicandosi a oltre il 99% del commercio statunitense.

Le nuove tariffe sono basate su un'indagine dell'Ufficio del Rappresentante del Commercio degli Stati Uniti (USTR), che accusa i paesi di non aver adottato misure efficaci per vietare l'importazione di beni prodotti con lavoro forzato. Tra le eccezioni, whisky scozzese e prodotti medici sono esenti, un provvedimento accolto positivamente dagli industriali britannici.

Il Regno Unito, che esporta 66 miliardi di sterline di beni negli Stati Uniti nel 2024, vedrà un'imposta del 10% sui propri prodotti. Tuttavia, le esenzioni per settori chiave potrebbero attenuare l'impatto sulle famiglie britanniche. Il governo britannico ha sottolineato che le tariffe restano al 10% e che gli accordi commerciali esistenti sono invariati.

Le nuove misure, attuate sotto l'art. 301 della Legge sul Commercio del 1974, hanno suscitato controversie legali. Due aziende statunitensi hanno presentato un ricorso, contestando la legittimità delle tariffe e il loro carattere generale. Gli avvocati sostengono che il precedente uso dell'IEEPA era stato bocciato dalla Corte Suprema, e che le nuove tariffe non rispettano le normative storiche.

L'azione di Trump, che mira a rafforzare il commercio interno, ha suscitato preoccupazioni tra i consumatori statunitensi, già colpiti da un alto costo della vita. L'USTR ha sottolineato che le tariffe sono un passo per correggere abusi dei diritti umani, ma esperti hanno espresso dubbi sulla loro efficacia senza un approccio globale.