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Serbia, la Lista studentesca sconfigge Vučić dopo 14 anni di potere

AUTORE: Redazione Novrium //
Serbia, la Lista studentesca sconfigge Vučić dopo 14 anni di potere
La Serbia volta pagina dopo quasi quattordici anni di potere di Aleksandar Vučić. Alle elezioni parlamentari del 25 ottobre 2026 la Lista studentesca, nata dalle proteste seguite al crollo della pensilina della stazione di Novi Sad, ha ottenuto il 52% dei voti e tra 135 e 140 dei 250 seggi dell'Assemblea nazionale, contro i circa 104-105 del Partito progressista serbo (SNS). La soglia di maggioranza è fissata a 126 seggi.

A riconoscere la sconfitta è stato lo stesso Vučić, che davanti ai sostenitori a Belgrado ha dichiarato: "Riconosco la vittoria degli studenti". L'ex presidente ha però annunciato che continuerà la lotta dall'opposizione e ha accusato gli studenti di aver condotto una campagna "scorretta e piena di menzogne". I risultati ufficiali definitivi restano ancora da certificare.

La notte è stata di festa in tutto il Paese. A Belgrade migliaia di persone sono scese in strada tra clacson, fumogeni, bandiere e cori, mentre il gesto delle tre dita, simbolo della lista sulla scheda elettorale, è stato ripetuto da molti. Al quartier generale degli studenti i sostenitori hanno scandito "Vittoria, vittoria!" tra applausi e lacrime. Anche l'Unione europea ha accolto il risultato: la presidente della Commissione Ursula von der Leyen e il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa si sono congratulati con la Lista studentesca, dichiarandosi pronti a collaborare per il futuro del Paese all'interno dell'Unione.

L'affluenza è stata la più alta dal 1992, con circa il 67,6% dei votanti secondo le stime di CeSID e Ipsos rilevate in serata, e molti cittadini hanno affrontato code lunghe fino a due ore ai seggi. Il movimento, che non si presenta come un partito tradizionale e non ha un unico leader, punta su lotta alla corruzione, trasparenza negli appalti, indipendenza delle istituzioni, libertà dei media e responsabilità per la tragedia di Novi Sad. Tra i nomi di riferimento figura il cardiologo Ilija Srdanović.

Le sfide restano aperte. Governare richiederà decisioni su bilancio, economia e rapporti internazionali, a cominciare dal percorso di integrazione europea, dai legami con la Russia e dalla questione del Kosovo. Nei Balcani, osservatori guardano con attenzione a possibili effetti su Bosnia-Erzegovina e Albania, dove i movimenti giovanili potrebbero trarre ispirazione dal voto serbo.