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Salvini rieletto segretario della Lega: stop a soldi e armi all'Ucraina

AUTORE: Redazione Novrium //
Salvini rieletto segretario della Lega: stop a soldi e armi all'Ucraina
Matteo Salvini è stato rieletto segretario della Lega per la quarta volta, con 465 voti contro i 146 dello sfidante Massimo Garavaglia, senatore ed ex ministro. Il congresso straordinario, svoltosi a Milano a scrutinio segreto, gli assegna un mandato di quattro anni, fino al 2030, e il leader incassa il 76% dei voti validi, mentre Garavaglia sfiora il 24%.

Dal palco il vicepremier ha presentato il nuovo simbolo del partito, che non riporta più il suo nome: la scritta "Lega" è accompagnata dall'immagine di Alberto da Giussano e dalla dicitura "Italia federale", un richiamo al federalismo storico del movimento e a Umberto Bossi. Il nome di Salvini sparisce così dal simbolo, adeguandosi alla nuova legge elettorale.

Sul fronte internazionale Salvini ha annunciato che, al prossimo Consiglio dei ministri, chiederà di smettere di inviare soldi e armi all'Ucraina. Durante il discorso ha chiesto ai presenti di alzare la mano su questa linea, ottenendo un'ampia maggioranza, e ha affermato che nel 2026 i conflitti si risolvono al tavolo diplomatico e non sul campo di battaglia.

Sul piano interno il leader ha chiesto una o due settimane per definire la nuova segreteria politica, introdotta dallo statuto. Luca Zaia è stato definito "prezioso" e dovrebbe contribuire alla squadra, anche se resta aperta l'ipotesi di una vicesegreteria unica per lui. Salvini ha inoltre respinto l'idea di correnti nel partito, affermando che le correnti restano un tema del Pd.

Nel discorso finale Salvini ha espresso amarezza per le polemiche dei mesi scorsi e per il boicottaggio di Pontida e della manifestazione milanese, definendolo "tradimento dell'essere leghisti". Ha anche avvertito che non tollererà più che la Lega venga trattata come un alleato di serie B, e ha dichiarato che il partito sarà il secondo della coalizione di centrodestra, con Giorgia Meloni confermata a Palazzo Chigi.

Giancarlo Giorgetti, ministro dell'Economia, ha criticato la deriva nazionalista, affermando di credere in una Lega nazionale e delle identità. Sul tema della manovra, Salvini ha spiegato che la legge di bilancio arriverà in Consiglio dei ministri nei prossimi giorni e che trovare le risorse necessarie non sarà semplice.

Garavaglia, dal canto suo, ha detto di aver dato voce a sensibilità diverse presenti nel partito, aggiungendo che ora si lavora tutti insieme. Massimiliano Romeo ha parlato di un disagio reale e non solo lombardo, mentre Silvia Sardone ha rivendicato una Lega "d'attacco" e non democristiana. Luca Zaia ha sottolineato che nel congresso sono emersi più punti di coesione che di divisione.