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Russia, chiude Novaya Gazeta: la storica testata indipendente si arrende alla repressione

AUTORE: Redazione Novrium //
Russia, chiude Novaya Gazeta: la storica testata indipendente si arrende alla repressione
Novaya Gazeta, una delle più note testate indipendenti russe, ha annunciato la cessazione delle proprie attività in Russia a partire dal 9 novembre. Il giornale, classificato come agente straniero da Mosca, ha affidato a una nota pubblicata sul sito la propria denuncia: «Siamo stati uccisi. Il giornale non esiste più. Le autorità russe e i servizi segreti russi hanno costretto la redazione a cessare le attività».

Fondato negli anni Novanta e per molto tempo sostenuto in parte dall'ex leader sovietico Mikhail Gorbaciov, il quotidiano si è distinto per inchieste approfondite su corruzione, violazioni dei diritti e temi sociali. Tra le sue firme c'è stata Anna Politkovskaja, uccisa nel 2006 davanti al palazzo dove viveva a Mosca, mentre tra i direttori figura Dmitrij Muratov, premio Nobel per la Pace nel 2021. In totale sei giornalisti della testata sono stati assassinati nel corso degli anni.

La pressione sul giornale è cresciuta progressivamente dopo l'invasione dell'Ucraina del febbraio 2022, che ha reso quasi impossibile il giornalismo indipendente in Russia. Con le nuove leggi sulla censura, la redazione ha scelto di pubblicare spazi bianchi al posto delle informazioni imposte dal governo. Nell'aprile 2022 Muratov fu aggredito con vernice rossa mentre si trovava su un treno, mentre a settembre la licenza ufficiale è stata revocata e il sito bloccato in Russia.

Negli ultimi mesi la situazione è peggiorata. Ad aprile il giornalista Oleg Roldugin è stato arrestato con l'accusa di accesso illegale a informazioni informatizzate e si trova agli arresti domiciliari in attesa di processo. Il mese scorso è stata perquisita anche l'abitazione del direttore Sergei Sokolov. Ad aggravare la situazione, i proprietari dell'immobile hanno chiesto alla redazione di lasciare la sede di Mosca entro il 9 novembre, mentre tutte le piattaforme di donazione sono state chiuse, lasciando il giornale senza fondi.

«Sono i nostri nemici a vincere, e non abbiamo più alcuna opzione», ha dichiarato Nadezhda Prusenkova, responsabile dell'ufficio stampa. La redazione, che ospitava un museo dedicato a Politkovskaja, prevede di smontare le esposizioni e conservarle in deposito. Nonostante tutto, i giornalisti non escludono di trovare il modo di continuare a lavorare: «Non sappiamo fare altro», ha detto Prusenkova.