Gli Stati Uniti hanno colpito l'isola di Qeshm, la più grande dello Stretto di Hormuz, nelle ore serali di lunedì, proprio mentre il presidente Donald Trump segnalava progressi nei negoziati con Teheran per porre fine al conflitto che dura ormai da otto mesi. Secondo quanto riportato dal Wall Street Journal citando funzionari statunitensi, si tratterebbe dell'ultima di una serie di incursioni limitate condotte in segreto nelle ultime settimane.
La televisione di Stato iraniana ha riferito di diverse esplosioni in rapida successione sull'isola, mentre alcuni residenti hanno detto di aver visto due aerei sorvolare la zona. Anche la città portuale di Bandar Lengeh avrebbe registrato boati provenienti dal mare. Il Pentagono ha rinviato le domande al Comando Centrale statunitense, che non ha risposto immediatamente alle richieste di chiarimenti. Non sono arrivati commenti immediati né dalle autorità iraniane né da quelle americane.
Secondo i funzionari citati, gli attacchi avrebbero carattere difensivo e mirerebbero a impedire all'Iran di attaccare le navi commerciali che transitano nello Stretto di Hormuz, snodo cruciale per il trasporto di petrolio e di fatto bloccato dall'inizio della guerra a fine febbraio. Washington avrebbe scelto di non annunciare le operazioni per non segnalare una ripresa dei combattimenti su larga scala. Un funzionario ha anche affermato che le forze iraniane avrebbero usato missili terra-aria contro mezzi statunitensi, episodio che sarebbe collegato a un attacco dei Guardiani della Rivoluzione contro un aereo americano nello stretto.
Nelle stesse ore i Guardiani della Rivoluzione hanno sostenuto di aver catturato due droni da ricognizione statunitensi a sud di Qeshm e di averne distrutto un MQ-9 a est dello stretto. Sul fronte diplomatico, Trump ha scritto sul suo social Truth Social che un accordo con Teheran potrebbe arrivare presto, sottolineando il crollo del prezzo del petrolio. Il vicepresidente JD Vance ha dichiarato di essere fiducioso su una soluzione negoziata, pur avvertendo che gli iraniani restano imprevedibili e che Washington non ha fissato alcuna scadenza.
Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano Esmaeil Baghaei ha affermato che la palla è nel campo degli Stati Uniti e che il piano di Teheran per riaprire lo Stretto di Hormuz potrebbe essere attuato in due giorni, a condizione che Washington revochi il blocco navale dei porti iraniani e garantisca la fine delle ostilità.
L'episodio arriva alla vigilia delle elezioni di metà mandato negli Stati Uniti, dove il partito repubblicano di Trump è chiamato a difendere il controllo di Camera e Senato in un clima segnato dal forte aumento del costo della vita e dei prezzi dei carburanti legato alla guerra.
Raid Usa sull'isola iraniana di Qeshm mentre Trump vede uno spiraglio di pace
AUTORE: Redazione Novrium //
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FONTI_&_RIFERIMENTI:
- • https://www.france24.com/en/middle-east/20261103-us-strikes-iran-qeshm-island-as-trump-signals-progress-in-talks
- • https://www.aljazeera.com/news/2026/11/3/explosions-hit-irans-qeshm-island-as-us-media-report-us-strikes-in-hormuz?traffic_source=rss
- • https://www.cnbc.com/2026/11/03/iran-us-vance-trump-strikes.html
- • https://www.theguardian.com/world/2026/nov/03/us-strikes-irans-qeshm-island