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Pussy Riot e Femen protestano davanti al padiglione russo alla Biennale di Venezia

AUTORE: Redazione Novrium //
Pussy Riot e Femen protestano davanti al padiglione russo alla Biennale di Venezia
Il collettivo punk rock russo Pussy Riot e il movimento femminista ucraino Femen hanno organizzato una protesta davanti al padiglione della Russia alla Biennale di Venezia. Con volti coperti da passamontagne rosa, fumogeni gialli e blu, e bandiere ucraine, le attiviste hanno lanciato slogan contro il governo russo. L'azione, durata circa quindici minuti, è stata bloccata dalla polizia senza incidenti. Le Pussy Riot, note per le loro precedenti manifestazioni contro Putin, avevano annunciato l'intenzione di protestare, unendosi alle Femen, fondate nel 2008 a Kiev. L'ambasciatore russo in Italia, Paramonov, ha criticato l'Unione europea, accusandola di perseguire la cultura russa attraverso sanzioni.

La protesta è avvenuta durante l'inaugurazione del padiglione russo, un momento che l'ambasciatore ha utilizzato per esprimere le sue riserve sull'influenza dell'Ue. Le attiviste avevano inizialmente dato appuntamento ai giornalisti in un'altra zona di Venezia, per poi compiere il blitz al padiglione. La Digos ha gestito la situazione senza tensioni, evitando che il diversivo compromettesse l'evento. La Biennale, evento culturale di rilievo internazionale, è diventata così teatro di un confronto tra libertà d'espressione e politiche internazionali.

Le Femen, noto per le loro azioni a seno nudo, hanno collaborato con le Pussy Riot per sottolineare la connessione tra diritti delle donne e libertà politica. I cartelli esposti durante la manifestazione hanno messo in evidenza le tensioni tra Russia e Ucraina, con riferimenti alla guerra in corso. L'evento ha suscitato reazioni da parte di entrambi i governi, con l'ambasciatore russo che ha definito le critiche dell'Ue come «brutali diktat».

La Biennale di Venezia, che ospita opere di artisti da tutto il mondo, è spesso un palcoscenico per dibattiti politici e sociali. Questa protesta rientra in un trend crescente di azioni simboliche durante eventi culturali, dove l'arte si fonde con la denuncia sociale. Le Pussy Riot e le Femen hanno così rafforzato il loro ruolo di attiviste, utilizzando lo spazio pubblico per sollevare questioni di interesse globale.