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Proteste in Albania contro il resort Kushner: richieste le dimissioni di Rama

AUTORE: Redazione Novrium //
Proteste in Albania contro il resort Kushner: richieste le dimissioni di Rama
Migliaia di albanesi continuano a manifestare a Tirana per il 21esimo giorno consecutivo contro il progetto di un resort di lusso collegato a Jared Kushner, figlio del presidente degli Stati Uniti Donald Trump. La protesta, iniziata alla fine di maggio, ha visto il numero di partecipanti crescere ogni giorno, con manifestanti che chiedono le dimissioni del primo ministro Edi Rama. Il progetto prevede la costruzione di un hotel sull'area protetta di Vjosa-Narta, habitat di fenicotteri e altre specie, suscitando preoccupazioni per l'impatto ambientale.

I manifestanti, riuniti nella principale piazza di Tirana, hanno lanciato lo slogan "Albania non è in vendita", esprimendo la loro opposizione a progetti che considerano poco trasparenti e dannosi per il territorio. La protesta ha assunto un carattere più ampio, con i partecipanti che denunciano corruzione, disuguaglianze e una gestione opaca delle risorse naturali. La mobilitazione ha attirato anche membri della diaspora albanese, che hanno viaggiato per unirsi alle manifestazioni.

Il governo di Edi Rama ha mantenuto una posizione dura, rifiutando di cedere alle pressioni e definendo la protesta come un movimento alimentato dal nome di Kushner e dall'ombra di Trump. Il premier ha sostenuto che l'Albania è al centro di una "guerra ibrida" e ha insistito sulla necessità di sviluppare il turismo di lusso. Tuttavia, i manifestanti hanno accusato il governo di nascondere dettagli importanti sui progetti costieri e di favorire interessi esteri a scapito dell'ambiente e della sovranità nazionale.

Le proteste hanno raggiunto un livello di tensione elevato, con i manifestanti che hanno circondato la sede del governo per tutta la notte, esigendo che Rama lasci il suo incarico entro domenica. La situazione è diventata simbolo di una rivolta contro il sistema politico e economico albanese, che ha visto l'apertura al capitalismo dopo la caduta del regime comunista. I partecipanti sostengono che il progetto del resort rappresenti solo una parte di un problema più ampio di gestione del territorio e di corruzione.