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Piazze blindate e negozi sbarrati: l'Italia si prepara alle nuove proteste

AUTORE: Redazione Novrium //
Piazze blindate e negozi sbarrati: l'Italia si prepara alle nuove proteste
Sabato 24 ottobre 2026 le principali città italiane si preparano a una nuova ondata di proteste, dopo le tensioni e gli scontri del fine settimana precedente. Il timore di devastazioni e saccheggi è forte: a Milano i commercianti del centro hanno abbassato le serrande e barricato le vetrine, e le forze dell'ordine hanno inviato rinforzi, tra cui 500 parà, mentre in tutta Italia si moltiplicano i controlli. Il "Movimento 17 ottobre" ha annunciato che comunicherà solo all'ultimo momento tre concentramenti in ogni città e la piazza finale.

A Torino la città è blindata da centinaia di agenti per la manifestazione "Noi la guerra non la vogliamo. No data center, no caro benzina, no invio di armi", con ritrovo previsto in piazza Castello alle 15. L'organizzazione è avvenuta esclusivamente sui canali social e nessun percorso è stato comunicato a Questura o Prefettura, mentre la parte più estremista, tra anarchici, antagonisti e Askatasuna, dovrebbe radunarsi a Borgo Dora. Sui social circolano vademecum su come affrontare gli scontri con la polizia e ripararsi dai fumogeni, e cresce il timore che tra i manifestanti si infiltrino frange violente.

Per prevenire i disordini, il Comitato provinciale per l'Ordine e la Sicurezza Pubblica si è riunito in prefettura con il sindaco Stefano Lo Russo, il procuratore Giovanni Bombardieri e i vertici delle forze dell'ordine. Il questore di Torino ha emesso dodici daspo urbani, la maggior parte dei quali riguarda minorenni, mentre sono vietati la vendita di bevande in vetro o lattine e il volto coperto con caschi, maschere antigas o passamontagna. Le associazioni dei commercianti hanno attivato chat di allerta con la prefettura per segnalare subito eventuali pericoli.

Il governo guidato da Giorgia Meloni ha approvato un decreto sicurezza che introduce il reato di "partecipazione violenta a una manifestazione", facilita la detenzione dei minorenni e prevede multe per i genitori dei ragazzi responsabili di danni durante i cortei. La polizia ha eseguito decine di perquisizioni nei confronti di persone sospettate di aver partecipato a saccheggi e disordini, e ha identificato oltre settanta giovani, molti dei quali minorenni.

A Milano il dibattito tra i giovani manifestanti è diviso. Alcuni, come Malik e Giovanni, chiedono di non cadere nella trappola delle istituzioni e di evitare nuovi scontri, in vista dello sciopero generale del 30 ottobre. Altri, come Federico, sostengono che la protesta non possa fermarsi e che la repressione sia l'unica risposta ricevuta. Le motivazioni comuni sono il carovita, il caro bollette, la corsa al riarmo e le difficoltà ad arrivare a fine mese.

A Roma, dove è prevista anche una manifestazione nazionale per la pace "Fuori l'Italia dalla guerra", molti giovani guardano a Milano come a un esempio. Alessandro, 27 anni, parla di una generazione che "si è svegliata" e chiede che le piazze si uniscano. Angela, 24 anni, invita a "alzare la testa" e denuncia un governo che, a suo dire, non muove un dito per chi è in difficoltà.

In Europa la protesta è più ampia. In Francia centinaia di migliaia di persone sono scese in piazza contro il declino dei servizi pubblici, con violenze e saccheggi a Parigi, mentre in Spagna il movimento per la casa è esploso dopo lo sfratto della pensionata Maricarmen Abascal, che ha portato il premier Pedro Sánchez a indire elezioni anticipate per il 29 novembre. Il contesto europeo mostra una frustrazione diffusa legata al costo della vita e alla crisi abitativa.