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Novaya Gazeta chiude in Russia: "Siamo stati uccisi" dalle autorità

AUTORE: Redazione Novrium //
Novaya Gazeta chiude in Russia: "Siamo stati uccisi" dalle autorità
Il quotidiano russo Novaya Gazeta, storica roccaforte del giornalismo indipendente, ha annunciato la cessazione delle attività in Russia a partire dal 9 novembre. In un comunicato pubblicato sul sito del giornale, la redazione afferma: "Siamo stati uccisi". Il testo prosegue spiegando che le luci dell'edificio verranno spente, i server disattivati e la redazione se ne andrà, perché le autorità russe e i servizi segreti hanno costretto il giornale a interrompere il lavoro.

La testata, classificata come "agente straniero" dalle autorità di Mosca, era già sottoposta a forti limitazioni dal 2022, anno dell'offensiva in Ucraina, quando la licenza per l'attività era stata revocata. Da allora la Russia ha intensificato la stretta sull'informazione indipendente, costringendo la maggior parte dei giornalisti critici all'esilio. Parte della redazione aveva già lasciato il Paese e continua a lavorare al progetto Novaya Gazeta - Europe.

Ad aggravare la situazione, nelle scorse settimane il direttore Sergei Sokolov è stato interrogato e la sua abitazione perquisita nell'ambito di un procedimento penale che riguarda il caporedattore Oleg Roldugin, arrestato ad aprile e accusato di "accesso illegale a informazioni computerizzate". Roldugin si è dichiarato non colpevole e attende il processo agli arresti domiciliari, prorogati fino al 10 novembre.

Secondo quanto riferito dalla redazione, le autorità hanno concesso pochissimo tempo per lasciare i locali di via Potapovskij, nel centro di Mosca, e al momento non è previsto un nuovo ufficio. Anche banche e aziende private si rifiutano di sostenere il giornale con donazioni. Chiuderà anche il museo dedicato ad Anna Politkovskaja, la giornalista uccisa a Mosca nel 2006, il cui edificio aveva ospitato generazioni di reporter russi e stranieri.

La chiusura riapre il dibattito sulla libertà di stampa in Russia. Il direttore storico Dmitry Muratov aveva ricevuto nel 2021 il premio Nobel per la pace per i suoi sforzi a tutela della libertà di espressione alla guida del giornale. Oggi la testata, come molte altre voci indipendenti, si trova a dover continuare il proprio lavoro dall'estero.