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Nordio trasmette i documenti su Almasri dopo la sentenza della Corte Costituzionale

AUTORE: Redazione Novrium //
Nordio trasmette i documenti su Almasri dopo la sentenza della Corte Costituzionale
Il ministro della Giustizia Carlo Nordio ha finalmente trasmesso alla Procura generale di Roma il fascicolo relativo alla richiesta di arresto del generale libico Osama Almasri, accusato di crimini contro l'umanità. La decisione, presa dopo un anno e mezzo di ritardo, è arrivata a seguito della sentenza della Corte costituzionale che ha dichiarato illegittima l'interpretazione della norma adottata dal suo dicastero. La Consulta aveva stabilito che il Guardasigilli doveva «immediatamente trasmettere al procuratore generale» le richieste della Corte penale internazionale, salvo motivare un eventuale rifiuto per la tutela di principi costituzionali.

La trasmissione degli atti, pur non cambiando la situazione pratica – Almasri si trova da tempo in Libia – ha acceso nuovi dibattiti politici. Il ministro, che aveva precedentemente difeso la scelta di non «fare da passacarte», ora si trova sotto pressione per la sua gestione della vicenda. Fonti governative esprimono irritazione, ritenendo che la sentenza abbia ridimensionato il ruolo del ministro, relegandolo a una funzione formale.

Le opposizioni hanno immediatamente attaccato Nordio, accusandolo di aver trascurato i propri doveri. Nicola Fratoianni di Avs ha sostenuto che «avevamo ragione noi» e che il ministro «dovrebbe dimettersi». Critiche sono arrivate anche da altri partiti, che vedono nel caso Almasri un esempio di disastro nella gestione della giustizia. Il segretario di Più Europa, Riccardo Magi, ha messo in luce una serie di scelte del ministro che, a suo giudizio, rappresentano un «disastro senza precedenti».

La vicenda ha generato un'inchiesta su possibili responsabilità di altri ministri e ha creato tensioni diplomatiche. Nonostante la trasmissione dei documenti, il generale libico rimane in Libia, senza essere consegnato alla Corte penale internazionale, lasciando aperte le questioni giuridiche e politiche che circondano la sua situazione.