Benjamin Netanyahu è tornato in testa alle elezioni israeliane, ma il suo blocco non ha più la maggioranza necessaria per governare. Con circa il 92% delle schede scrutinate, la coalizione guidata dal premier e i suoi alleati di destra si attestano a 53 seggi, contro i 48 dell'opposizione guidata da Gadi Eisenkot, leader del partito Yashar. I partiti che rappresentano gli arabo-israeliani sono dati a 19 seggi su 120, un risultato senza precedenti, trainato da un'affluenza altissima, vicina al 78%, la più alta dal 1999.
La situazione resta incerta. Per formare un governo, l'opposizione dovrebbe stringere un accordo con le forze arabe, un'ipotesi che molti leader ebraici rifiutano. Eisenkot ha lasciato aperta la porta a un'intesa a condizione che i partner riconoscano Israele come Stato ebraico e Hamas come organizzazione estremista, ma non è chiaro se questi alleati accetteranno. Netanyahu, dal canto suo, ha messo in guardia contro un governo "pericoloso" che includa le forze arabe, definendo l'idea di collaborarvi un tradimento.
Il presidente Isaac Herzog ha esortato i partiti a fare tutto il possibile per evitare nuove elezioni l'anno prossimo, annunciando che riceverà i risultati ufficiali la settimana successiva e avvierà poi le consultazioni con ogni fazione della Knesset. Restano da conteggiare circa mezzo milione di schede assenti, provenienti da militari e diplomatici. Se nessun blocco riuscirà a formare una coalizione, il governo uscente resterà in carica fino a una nuova consultazione.
L'Unione Europea ha elogiato la "vivace democrazia" israeliana e si è detta pronta a lavorare con il prossimo governo. Anche l'Alto commissario ONU per i diritti umani, Volker Türk, ha auspicato che il futuro esecutivo "cambi rotta in modo deciso" e rispetti il diritto internazionale. Sul fronte politico, il Likud ha accusato senza prove i partiti arabi di aver "rubato" le elezioni, chiedendo indagini; la Commissione elettorale centrale ha dichiarato di aver ricevuto il reclamo e di volerlo esaminare nel normale controllo post-voto.
Intanto cresce il peso politico dei partiti arabi, che rappresentano circa un quinto della popolazione israeliana. Il leader laburista Yair Golan ha invitato a superare la divisione tra voti ebraici e arabi, mentre la maggior parte dell'opposizione ebraica ha escluso ogni alleanza con le forze palestinesi. Un sondaggio realizzato all'apertura dei seggi indica però che una netta maggioranza degli elettori di opposizione sosterrebbe un governo con il partito Ra'am per sconfiggere Netanyahu. Donald Trump ha rivendicato il merito della rimonta del premier dopo il suo endorsement, mentre a Kafr Qasim, centro arabo-israeliano, l'affluenza ha sfiorato l'85% e cresce l'attesa per una svolta.
Netanyahu primo ma senza maggioranza: decisivi i partiti arabi
AUTORE: Redazione Novrium //
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FONTI_&_RIFERIMENTI:
- • https://www.repubblica.it/esteri/2026/10/29/news/israele_elezioni_netanyahu_e_di_nuovo_primo_ma_non_ha_maggioranza_governo_unita_nazionale-425682954/
- • https://www.independent.co.uk/news/world/middle-east/benjamin-netanyahu-israel-prime-minister-gadi-eisenkot-b3074942.html
- • https://www.theguardian.com/world/live/2026/oct/28/israel-election-results-live-updates-exit-polls-netanyahu-likud-eisenkot-latest-news
- • https://www.lastampa.it/esteri/2026/10/29/news/israele_il_paradosso_dei_voti_arabi-15780882/