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Negoziazioni Usa-Iran in stallo: Trump richiede modifiche al piano di pace

AUTORE: Redazione Novrium //
Negoziazioni Usa-Iran in stallo: Trump richiede modifiche al piano di pace
Le negoziazioni tra Stati Uniti e Iran per porre fine al conflitto che dura da quattro mesi rimangono bloccate, nonostante i tentativi di mediazione. Il presidente Donald Trump ha annunciato di voler modificare ulteriormente il piano di pace, richiedendo garanzie più stringenti sul programma nucleare iraniano e sulla riapertura dello Stretto di Hormuz. Il leader americano ha sottolineato di non voler affrettare l'accordo, sostenendo che è prioritario ottenere risultati concreti per evitare che l'Iran sviluppi armi nucleari.

L'offensiva israeliana nel Libano ha complicato ulteriormente la situazione, con l'esercito di Tel Aviv che ha avanzato verso nord, raggiungendo il fiume Litani e occupando posizioni strategiche come il Castello di Beaufort. Questo sviluppo ha messo in discussione la possibilità di un accordo tra Washington e Teheran, poiché la guerra in Libano continua a causare tensioni regionali. Il segretario di Stato Marco Rubio sta cercando di ottenere un cessate il fuoco, ma le trattative rimangono incerte.

L'Iran ha espresso scetticismo riguardo alle intenzioni degli Stati Uniti, con il capo negoziatore Mohammad Bagher Ghalibaf che ha sottolineato la mancanza di fiducia nelle promesse americane. Tehran ha richiesto la liberazione di beni congelati e la fine delle sanzioni, ma Trump ha rifiutato di concedere deroghe troppo generose, temendo di apparire debole. Le modifiche richieste dal presidente includono dettagli specifici sullo smaltimento dell'uranio arricchito e sulla gestione del controllo dello Stretto di Hormuz, un'importante via di navigazione per il petrolio globale.

I negoziati, mediati dal Pakistan, sono entrati nella terza fase di revisione, con l'Iran che attende una risposta alle nuove richieste. Tuttavia, il processo decisionale iraniano è complesso, con diversi centri di potere che devono convergere verso un accordo. Il presidente Masoud Pezeshkian ha temporaneamente presentato le dimissioni, ma le sue accuse di esclusione dai processi decisionali sono state smentite. Intanto, l'ONU si riunirà in emergenza per valutare la situazione nel Libano, mentre l'Europa chiede un intervento per ridurre l'escalation.