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Midterm Usa, domani il voto che può cambiare il potere di Trump

AUTORE: Redazione Novrium //
Midterm Usa, domani il voto che può cambiare il potere di Trump
Domani, 3 novembre 2026, gli americani sono chiamati alle urne per le elezioni di metà mandato, il voto che decide chi controllerà il Congresso degli Stati Uniti. I Democratici cercano di strappare la maggioranza ai Repubblicani del presidente Donald Trump, mentre si rinnovano tutti i 435 seggi della Camera dei Rappresentanti e 35 seggi dei 100 del Senato. Si voterà inoltre per i governatori in 36 Stati su 50 e per quasi tutte le assemblee legislative statali.

Il voto di metà mandato non vede il presidente sulla scheda, ma i numeri indicano una partita rilevante. Si stima che possano votare oltre 100 milioni di persone, se l'affluenza sarà simile a quella del 2022, mentre alle presidenziali del 2024 i voti furono più di 155 milioni. Al 30 ottobre la spesa record in pubblicità politica aveva raggiunto 11,6 miliardi di dollari per il ciclo elettorale 2025-2026, con le sfide più costose in Texas, Ohio e Michigan. Elon Musk, da solo, ha speso 442 milioni di dollari a sostegno dei Repubblicani.

Attualmente alla Camera i Repubblicani hanno una maggioranza di 218 seggi contro 214, con due vacanze e un indipendente che si allinea con il partito di Trump. I Democratici devono ottenere un guadagno netto di quattro seggi per prendere il controllo. Al Senato, dove i Repubblicani detengono 53 seggi contro 47, i Democratici devono strapparne almeno quattro. Dieci sfide, tra cui quelle in Maine, Ohio, North Carolina, Iowa e Georgia, potrebbero decidere l'esito.

Il consenso di Trump è ai minimi, con un indice di approvazione del 32% secondo un sondaggio di settembre. Il costo della vita e i prezzi in aumento pesano sull'elettorato e potrebbero erodere il sostegno ai Repubblicani. Anche l'entusiasmo sembra maggiore tra i Democratici, e i primi dati del voto anticipato suggeriscono una possibile vittoria. Una valanga democratica non è però scontata, perché i Repubblicani possono contare su una spesa elettorale superiore e sullo scetticismo verso l'opposizione.

Se i Democratici conquistassero la Camera, il prossimo speaker sarebbe quasi certamente Hakeem Jeffries, deputato di New York e leader democratico alla Camera, che diventerebbe il primo afroamericano a ricoprire la carica. Da lì potrebbe avviare indagini sulle controverse attività dell'amministrazione Trump e orientare le priorità legislative verso sanità, alimentari, casa ed energia. Una vittoria repubblicana, invece, confermerebbe lo speaker Mike Johnson e una linea incentrata su nuovi tagli fiscali, forte aumento della spesa per la difesa e riduzioni del welfare.

Gli scenari sono quattro: i Repubblicani mantengono entrambe le Camere, ne perdono una o perdono entrambe. Se i Democratici ottenessero la Camera potrebbero ostacolare le iniziative presidenziali, controllare la spesa pubblica e avviare un eventuale impeachment, che può partire solo dalla Camera. Il Senato, che approva le nomine e ratifica i trattati, offrirebbe un potere di opposizione ancora maggiore. Un esito diviso tra Congresso e presidenza, il cosiddetto divided government, cambierebbe profondamente i prossimi due anni e preparerebbe il terreno alla corsa presidenziale del 2028.