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Meloni esclude il Quirinale: «Basta razzismo culturale, è la sinistra a far paura»

AUTORE: Redazione Novrium //
Meloni esclude il Quirinale: «Basta razzismo culturale, è la sinistra a far paura»
La premier Giorgia Meloni esclude, almeno per il momento, l'ipotesi di un trasferimento al Quirinale e ribadisce di voler puntare a un secondo mandato alla guida del governo. «Sono totalmente concentrata a chiudere bene questo mandato e a chiedere agli italiani di confermarmi la loro fiducia per altri cinque anni. Il Quirinale non è nei miei piani», afferma nel libro di Bruno Vespa "Storia della Seconda Repubblica. Da Berlusconi a Meloni, da Prodi a Schlein", in uscita lunedì 2 novembre per Mondadori-Rai libri.

Nel volume, la presidente del Consiglio difende la possibilità che in futuro una personalità di cultura conservatrice possa aspirare alla massima carica dello Stato. «Non si capisce perché debba fare scandalo l'idea che una personalità di cultura conservatrice possa un giorno ambire a quel ruolo», osserva. Meloni attacca poi quello che definisce un «razzismo culturale» da parte della sinistra: «Trovo insopportabile questo "razzismo culturale" per il quale una parte degli italiani, su per giù la metà o più, debba sempre essere considerata figlia di un dio minore». Secondo la premier, le reazioni del centrosinistra alla eventualità che il prossimo presidente della Repubblica possa essere indicato da una maggioranza di centrodestra rivelano una concezione proprietaria delle istituzioni. «Anche basta», conclude.

Tra i momenti di maggiore soddisfazione di questi anni di governo, Meloni cita i successi diplomatici, le trattative riservate e i risultati ottenuti per rafforzare il ruolo dell'Italia all'estero. «Sono soddisfatta quando vedo il risultato concreto dell'impegno che metto su qualcosa», afferma.

La delusione più grande resta invece la sconfitta al referendum sulla giustizia, che, spiega, renderà più difficile realizzare la riforma e arginare le correnti politicizzate. «Per me si è persa una grande occasione. Non per Giorgia Meloni o per il governo, ma per l'Italia», sostiene. La premier critica inoltre una campagna in cui il racconto conta più del merito e denuncia la contraddizione di un Paese che chiede cambiamenti ma poi teme il cambiamento e frena.

Infine, Meloni guarda alle prossime elezioni politiche previste per il 2027 e liquida l'allarme democratico che, a suo dire, la sinistra tenterà di alimentare. «I cittadini sono molto più maturi di quanto spesso la politica, soprattutto a sinistra, sia solita pensare», sottolinea. «È la sinistra, e non la destra, che deve fare paura».