Novrium Logo NOVRIUM_
> Seguici su
HOME TRENDS CHI_SIAMO CERCA

Macron insiste sugli Eurobond, ma la Germania si oppone

AUTORE: Redazione Novrium //
Macron insiste sugli Eurobond, ma la Germania si oppone
Il presidente francese Emmanuel Macron ha rilanciato la proposta di un nuovo prestito congiunto da parte dei 27 Stati membri dell'Unione Europea, che finanzierebbe investimenti strategici e consentirebbe all'Europa di sfidare l'egemonia del dollaro. Tuttavia, la Germania si è opposta a questa proposta, sostenendo che distragga dall'argomento principale, ovvero il problema della produttività continentale.

Secondo Macron, l'Europa deve decidere se diventare una potenza economica, finanziaria, militare e democratica, e per farlo è necessario investire circa 1,2 trilioni di euro all'anno in tecnologie verdi e digitali, difesa e sicurezza. La Germania, tuttavia, ritiene che le risorse necessarie per gli investimenti possano essere trovate all'interno del bilancio pluriennale dell'Unione Europea, e che il tema debba essere affrontato nel contesto del quadro finanziario pluriennale.

Il confronto si inserisce in una fase di crescente distanza politica tra Macron e il cancelliere tedesco Friedrich Merz, dopo una serie di divergenze su commercio, politica industriale e rapporti con gli Stati Uniti. Il vertice informale dei leader dell'Unione Europea, che si terrà giovedì nel castello di Alden-Biesen, nel Limburgo, sarà un'occasione per discutere questi temi e trovare una soluzione.

La proposta di Macron di un debito comune europeo, noto come eurobond, è stata sostenuta dalla Francia per anni, ma costantemente respinta da altri paesi, tra cui la Germania. L'idea è quella di creare un meccanismo di prestito congiunto per finanziare investimenti strategici e consentire all'Europa di tenere il passo con gli Stati Uniti e la Cina.

Tuttavia, la Germania si è sempre opposta a questa proposta, sostenendo che potrebbe creare problemi di stabilità finanziaria e aumentare il debito pubblico. Il governo tedesco ha anche sottolineato la necessità di intervenire per modifiche strutturali al bilancio dell'Unione Europea, per evitare di continuare a spendere due terzi del bilancio in spesa consumistica nei settori dell'agricoltura e della coesione.