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Lega, Salvini e Garavaglia sfida al congresso: voto segreto per la segreteria

AUTORE: Redazione Novrium //
Lega, Salvini e Garavaglia sfida al congresso: voto segreto per la segreteria
Al congresso straordinario della Lega, in corso a Milano presso il centro congressi Allianz MiCo, i delegati sono chiamati a scegliere il nuovo segretario tra Matteo Salvini e Massimo Garavaglia. La seconda e ultima giornata è iniziata con quasi un'ora di ritardo per problemi tecnici, e Lorenzo Fontana, che presiede l'assemblea, ha scherzato sulla situazione dicendo: "L'intelligenza artificiale evidentemente tanto intelligente ancora non è, abbiamo margini per sopravvivere". Chi vincerà guiderà il partito per quattro anni, fino al 2030.

Salvini, formalmente dimissionario come prevede il regolamento, ha chiesto ai delegati di pronunciarsi sulla sua leadership: "Dopo un anno di dibattiti non sui temi ma sulla persona, chiedo alla mia comunità se devo continuare a fare il segretario". Dal palco il vicepremier ha promesso che, in caso di rielezione, porterà in Consiglio dei ministri la posizione chiara del partito: "Non possiamo continuare a mandare soldi all'Ucraina". Alla platea ha chiesto di alzare la mano per dare mandato, e la risposta è stata a larga maggioranza.

Sul fronte del simbolo, Salvini ha proposto un logo con la scritta Lega in alto, l'Alberto di Giussano al centro e la dicitura gialla "Italia federale" in basso: "Proporrò questo simbolo, senza il mio nome", ha detto, parlando di un logo che "tiene insieme il passato, il presente e il futuro". Nel suo intervento ha anche escluso di voler approvare lo ius scholae o lo ius soli, "mai approvati", e ha difeso l'identità patriottica del partito contro l'Unione europea, che a suo dire "va cambiata da cima a fondo".

Garavaglia, senatore ed ex ministro nel governo Draghi, ha puntato sulla necessità di invertire il trend: "Perché mi sono candidato? Perché l'obiettivo è invertire il trend, dobbiamo svegliarci". Ha ricordato che il partito alle ultime elezioni ha ottenuto l'8,8% senza crescere e ha dichiarato che, se vincesse, al suo fianco vorrebbe figure come Zaia, Durigon, Giorgetti e lo stesso Salvini. Ha inoltre escluso rappresaglie verso chi non l'ha sostenuto: "Siamo una famiglia".

Nel corso della giornata si sono registrate frecciate tra i due candidati. Salvini ha replicato a Garavaglia, che aveva raccontato di imprenditori soddisfatti del lavoro di Giorgetti, sostenendo che il consenso al Nord debba tradursi in voti per il partito. Il ministro dell'Economia Giorgetti, intervenuto prima dei candidati, ha ammesso che "non va tutto bene" e ha avvertito: "Credo nella Lega nazionale ma non nella Lega nazionalista".

Il clima in sala è stato teso. Salvini è stato accolto da cori e bandiere, ma non sono mancati fischi e qualche urlo di "stipendiati" rivolto ai sostenitori. Le tensioni erano emerse già nella prima giornata, quando il segretario lombardo Massimiliano Romeo ha affermato che "il problema è la gente fuori che non ci vota più", mentre il segretario friulano Marco Dreosto ha difeso la leadership di Salvini da quelle che ha definito diatribe personali interne.

Il voto a scrutinio segreto deciderà ora il futuro della guida del partito, con la nuova segreteria politica e il coordinatore delle segreterie regionali che il segretario sceglierà e potrà revocare.