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Kennedy Center: Renovazioni e controversia per il nome di Trump

AUTORE: Redazione Novrium //
Kennedy Center: Renovazioni e controversia per il nome di Trump
Il consiglio di amministrazione del Kennedy Center di Washington ha approvato un piano di ristrutturazione che prevede la chiusura parziale dell'edificio principale per due anni, nonostante un ordine giudiziario che ne vietava la chiusura. La decisione include l'aggiunta del nome di Donald Trump sul frontone del palazzo, un'azione che ha suscitato forti critiche.

Il presidente Trump, che ha nominato se stesso presidente del consiglio, ha partecipato alla riunione virtuale e ha sostenuto l'iniziativa. La proposta prevede di modificare il nome dell'edificio in "The John F. Kennedy Center for the Performing Arts Restored and Renovated by President Donald J. Trump". Il centro, originariamente concepito come un monumento a JFK, è al centro di una battaglia legale per la sua identità.

Il giudice Christopher Cooper ha emesso un ordine temporaneo per bloccare la chiusura e richiesto un piano finanziario dettagliato. La decisione di mantenere aperta una parte dell'edificio, la Reach, permetterà alcune attività, ma la chiusura del Concert Hall mette a rischio il futuro dell'Orchestra Nazionale. Il centro è in stato di incertezza da mesi, con il presidente che cerca di riformare l'istituzione in base al suo immagine.

Le critiche sono arrivate sia dall'amministrazione che dalla famiglia Kennedy. La rappresentante Joyce Beatty, membro del consiglio, ha denunciato l'azione come un tentativo di circumventare il ruling del tribunale. Il Dipartimento di Giustizia sostiene che senza il nome di Trump, il centro rischierebbe un crollo finanziario, ma il giudice ha evidenziato che il centro deve rimanere un monumento a JFK.

Il piano di ristrutturazione, che potrebbe costare fino a 250 milioni di dollari, prevede miglioramenti strutturali e acustici. Il centro ha fino a settembre per presentare un piano dettagliato al giudice, che valuterà se la decisione sia stata presa in modo prudente. La battaglia legale continua, con il tribunale che dovrà decidere se il nome di Trump possa rimanere sull'edificio.