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Israele estende il controllo sulla Cisgiordania

AUTORE: Redazione Novrium //
Israele estende il controllo sulla Cisgiordania
L'ultima mossa del governo israeliano ha suscitato forti reazioni in Palestina e nel mondo arabo. Il governo di Israele ha approvato una serie di decisioni che mirano a estendere il controllo sulla Cisgiordania occupata, provocando condanne da parte dei palestinesi e di otto paesi a maggioranza musulmana.

Le nuove misure, proposte dal ministro delle Finanze Bezalel Smotrich e dal ministro della Difesa Israel Katz, rendono più facile per gli insediamenti israeliani espandersi nella regione. I palestinesi temono che queste decisioni porteranno a una maggiore pressione sugli individui per vendere le loro terre e a un aumento degli atti di frode e inganno.

La decisione è stata criticata anche da parte di alcuni gruppi israeliani anti-occupazione, che sostengono che le nuove misure costituiscono una violazione degli accordi di Oslo e rappresentano un passo verso l'annessione de facto della Cisgiordania.

Il presidente palestinese Mahmoud Abbas ha definito le misure come "pericolose" e "un tentativo aperto di legalizzare l'espansione degli insediamenti e la confisca di terre palestinesi". Ha chiesto l'intervento immediato degli Stati Uniti e del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite.

La comunità internazionale ha condannato le decisioni israeliane, sottolineando che esse violano il diritto internazionale e minacciano la stabilità nella regione. I ministri degli Esteri di Egitto, Giordania, Emirati Arabi Uniti, Indonesia, Pakistan, Turchia, Arabia Saudita e Qatar hanno emesso una dichiarazione congiunta in cui condannano le azioni israeliane come "tentativi accelerati di annessione illegale e di espulsione del popolo palestinese".

La situazione nella regione rimane tesa, con i palestinesi e gli israeliani che continuano a scontrarsi su questioni relative alla terra, alla sovranità e ai diritti umani. La comunità internazionale è invitata a intervenire per trovare una soluzione pacifica e sostenibile al conflitto.