Novrium Logo NOVRIUM_
HOME TRENDS CHI_SIAMO CERCA

Israele al voto, Netanyahu lotta per la sopravvivenza politica contro Eisenkot

AUTORE: Redazione Novrium //
Israele al voto, Netanyahu lotta per la sopravvivenza politica contro Eisenkot
Israele si avvia al voto parlamentare di martedì 27 ottobre, la prima consultazione nazionale dall'attacco di Hamas del 7 ottobre 2023, che ha causato circa 1.200 morti e il rapimento di oltre 250 persone. Le elezioni arrivano dopo tre anni di guerra su più fronti, con la guerra a Gaza che, secondo il Ministero della Salute palestinese, ha causato più di 74.500 vittime, e in un contesto segnato anche dal conflitto con l'Iran iniziato a febbraio.

Il premier Benjamin Netanyahu, leader del Likud, è dato in difficoltà e si trova a lottare per la sopravvivenza politica. Il suo rivale più forte è l'ex capo di stato maggiore Gadi Eisenkot, 66 anni, che guida il nuovo partito centrista Yashar. I sondaggi mostrano i due blocchi, quello di Netanyahu e quello dell'opposizione, entrambi lontani dai 61 seggi necessari per governare, rendendo decisivi i partiti minori. Gli israeliani votano per partiti e non direttamente per il premier, con i 120 seggi della Knesset assegnati con il sistema proporzionale, e la soglia di sbarramento fissata al 3,25%.

Le elezioni sono considerate un referendum su Netanyahu. Secondo gli analisti, i suoi sostenitori lo vedono come un leader forte capace di difendere il Paese, mentre i critici gli imputano errori di prevenzione e la mancata assunzione di responsabilità per l'inadeguata risposta al 7 ottobre. Netanyahu, che respinge le accuse, è anche sotto processo in Israele per frode, abuso di fiducia e corruzione, accuse che considera una caccia alle streghe politica, ed è destinatario di un mandato di arresto della Corte penale internazionale per presunti crimini di guerra a Gaza.

Tra gli altri candidati spiccano l'ex premier Naftali Bennett, che ha unito le forze con l'ex premier centrista Yair Lapid nel partito Together, e l'ex ministro della Difesa Avigdor Lieberman, un tempo alleato di Netanyahu e oggi tra i suoi critici più duri. Yair Golan guida i Democratici, mentre i ministri Bezalel Smotrich e Itamar Ben-Gvir sono al centro di forti critiche internazionali per le loro politiche di estrema destra verso i palestinesi. Il blocco di Netanyahu si regge sui partiti ultraortodossi United Torah Judaism e Shas, la cui esenzione dal servizio militare obbligatorio è al centro di un acceso dibattito.

La campagna è dominata anche dai temi economici. Israele spende circa l'8% del proprio prodotto interno lordo in spesa militare e quasi ogni famiglia ha un soldato o un riservista richiamato. A Tel Aviv decine di migliaia di persone sono scese in piazza, su iniziativa dell'October Council, per chiedere una commissione d'inchiesta indipendente sulle responsabilità del 7 ottobre. Anche cittadini israeliani residenti all'estero sono tornati nel Paese per partecipare al voto, mentre i cittadini non possono votare dall'estero.

La partita resta aperta. Le parti arabe, che rappresentano oltre il 20% della popolazione, sono in corsa, ma la maggior parte dei principali partiti ebraici ha escluso alleanze con loro. Il risultato determinerà chi guiderà il Paese e quale strada prenderà la sua politica di sicurezza, in un Medio Oriente ancora scosso dalla guerra.