Gli elettori israeliani sono andati alle urne martedì in una tornata elettorale che ha un peso ben oltre i confini del Paese. È la prima votazione dopo gli attacchi di Hamas del 7 ottobre 2023, che hanno causato circa 1.200 morti e il rapimento di oltre 250 persone, e la prima dopo l'inizio della guerra congiunta tra Stati Uniti e Israele contro l'Iran nel febbraio 2026. Il voto è stato interpretato da molti come un referendum sulla leadership di Benjamin Netanyahu, al potere dal 2009 con una breve interruzione.
I risultati degli exit poll non indicano un vincitore chiaro. Secondo le proiezioni, il partito Yashar dell'ex capo di stato maggiore Gadi Eisenkot e i suoi alleati dell'opposizione otterrebbero circa 51 seggi nella Knesset da 120, così come il blocco guidato dal Likud di Netanyahu con i suoi alleati di estrema destra e ultraortodossi. Nessuno dei due schieramenti raggiunge i 61 seggi necessari per governare. Un sondaggio aggiornato nelle prime ore di mercoledì ha dato a Eisenkot un vantaggio di misura, 52 contro 50, mentre un altro ha assegnato a Netanyahu tre seggi in più.
L'affluenza è stata la più alta degli ultimi decenni, pari al 77,7 per cento, il dato più alto a quell'ora dal 1999 secondo la Commissione elettorale centrale. Le stime indicano circa 600.000 voti per corrispondenza, espressi in gran parte da militari, che non saranno scrutinati completamente prima di giovedì. Il ruolo decisivo potrebbe spettare ai partiti arabi, proiettati tra 17 e 19 seggi, il risultato più forte di sempre. Il partito Ra'am di Mansour Abbas ha dichiarato di voler trasformare il mandato ricevuto in una nuova realtà, mentre la Lista Congiunta ha ricordato che non può essere ignorata. Molti partiti ebraici hanno però escluso alleanze con le formazioni arabe.
Eisenkot e Yair Lapid hanno parlato di una sconfitta netta per Netanyahu, con i sostenitori dell'opposizione che hanno cantato "Bibi, go home!". Il premier, invece, ha dichiarato che il suo blocco ha una "grande maggioranza" e ha chiesto la formazione di un governo nazionale di destra. Il ministro degli Esteri Gideon Saar ha definito "premature" le affermazioni dell'opposizione. Netanyahu ha inoltre accusato gli avversari di voler favorire un governo con partiti arabi, un'accusa criticata da molti come razzista. La Commissione elettorale ha respinto la richiesta del Likud di prolungare il voto oltre le 22.
Le settimane successive saranno decisive. Il presidente dovrà consultarsi con tutte le forze politiche e affidare l'incarico al leader che ha le migliori possibilità di formare una coalizione, un processo che potrebbe richiedere settimane. In caso di fallimento si tornerebbe alle urne. Gli analisti concordano sul fatto che i partiti minori, e in particolare quelli arabi, saranno gli arbitri della partita.
Israele al voto: Netanyahu ed Eisenkot in parità, decisivi i partiti arabi
AUTORE: Redazione Novrium //
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FONTI_&_RIFERIMENTI:
- • https://www.cnbc.com/2026/10/26/israel-election-netanyahu-iran-gaza-palestine.html
- • https://www.aljazeera.com/news/2026/10/28/exit-polls-trigger-heated-debate-across-israeli-political-divide?traffic_source=rss
- • https://www.bbc.co.uk/news/articles/cq1kdgxw302zo?at_medium=RSS&at_campaign=rss
- • https://www.cnbc.com/2026/10/28/israel-election-netanyahu-trump-gaza-.html
- • https://www.nbcnews.com/nightly-news/video/unclear-outcome-from-high-stakes-israeli-election-272367686002
- • https://www.bbc.co.uk/news/videos/cm79p5pxqey2o?at_medium=RSS&at_campaign=rss
- • https://www.aljazeera.com/news/2026/10/28/arab-parties-could-win-18-seats-in-israeli-elections-exit-polls-suggest?traffic_source=rss