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Hegseth e il conflitto in Iran: 'Negoziamo con le bombe'

AUTORE: Redazione Novrium //
Hegseth e il conflitto in Iran: 'Negoziamo con le bombe'
Il segretario alla Difesa degli Stati Uniti, Pete Hegseth, ha rafforzato l'approccio bellicoso verso l'Iran, affermando che gli Stati Uniti 'negozieranno con le bombe' per ottenere accordi internazionali. Durante un briefing al Pentagono, Hegseth ha criticato gli alleati europei per le 'esitazioni' nel supportare le operazioni militari, sostenendo che l'uso della forza sia necessario per raggiungere obiettivi diplomatici. Il suo discorso ha suscitato dibattiti su possibili violazioni del diritto internazionale, specialmente dopo le accuse di aver minacciato infrastrutture civili come impianti di desalinazione.

Hegseth ha descritto le forze armate statunitensi come 'fratellanza di uomini e donne' capaci di operazioni di precisione, ma i dettagli delle azioni militari restano oscuri. Il generale Dan Caine, capo del Comando congiunto, ha evitato di commentare direttamente le accuse di crimini di guerra, limitandosi a sottolineare che il Pentagono valuta i rischi in base alle 'pratiche normali'. Intanto, il numero di soldati statunitensi morti nel conflitto in Medio Oriente è salito a 13, senza che vengano forniti chiarimenti sulle strategie adottate.

L'approccio di Hegseth è stato definito 'trigger happy' da fonti vicine al governo, con accuse di aver favorito l'escalation del conflitto. Durante un briefing, ha elogiato le azioni militari, affermando che gli attacchi hanno danneggiato la morale dell'esercito iraniano e causato diserzioni. Il presidente Trump, che ha avuto accesso a video di 'cose che esplodono' per aggiornamenti quotidiani, sembra appoggiare la sua strategia, nonostante le critiche da parte di esponenti democratici.

Hegseth ha anche affrontato controversie legate a operazioni precedenti, come gli attacchi a navi per il traffico di droga nel Caraibe, che hanno causato almeno 163 vittime. I senatori hanno chiesto spiegazioni, ma il segretario alla Difesa ha continuato a difendere le sue decisioni, sostenendo che l'uso della forza è necessario per garantire la sicurezza nazionale. Il conflitto in Iran rimane un punto di divisione internazionale, con il rischio di un'escalation che potrebbe coinvolgere altri attori globali.