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Giudice archivia le accuse agli ex funzionari FBI sul caso Hunter Biden: «È strumentalizzazione»

AUTORE: Redazione Novrium //
Giudice archivia le accuse agli ex funzionari FBI sul caso Hunter Biden: «È strumentalizzazione»
Un giudice federale ha archiviato le accuse penali contro due ex funzionari dell'FBI, Nikki Floris e Bradley Benavides, accusati di aver mentito al Congresso durante l'inchiesta su Hunter Biden, figlio dell'ex presidente Joe Biden. Il magistrato Zia Faruqui ha stabilito che il governo non è riuscito a dimostrare la probabile colpevolezza dei due ex agenti, sostenendo che alcune dichiarazioni non fossero affatto false e che altre potessero derivare da errori di memoria in buona fede.

Nel corso dell'udienza, il giudice ha definito la vicenda «inequivocabilmente una strumentalizzazione» e ha criticato duramente la gestione del caso da parte del Dipartimento di Giustizia, accusando i pubblici ministeri di aver commesso errori gravi e di aver affrettato il procedimento. Faruqui ha inoltre sottolineato che le accuse erano state formulate appena due settimane prima delle elezioni di metà mandato, un momento particolarmente delicato sul piano politico: «Non nasconderò la testa sotto la sabbia e fingerò di non saper leggere un calendario».

L'inchiesta era stata avviata dopo un discorso televisivo in prima serata pronunciato dal presidente Donald Trump a luglio sulla sicurezza elettorale. Un agente dell'FBI ha testimoniato che il direttore Kash Patel aveva disposto e seguito da vicino le indagini, e che lui stesso temeva che l'operazione venisse percepita come politica. Il giudice ha inoltre criticato il ministero per aver presentato, senza autorizzazione, una denuncia modificata con un'accusa aggiuntiva di ostruzione.

I due ex funzionari facevano parte di una task force dell'FBI dedicata alle possibili interferenze straniere nella politica americana, nata dopo le elezioni del 2016. Secondo l'accusa, Floris e Benavides avrebbero mentito sul loro ruolo nelle indagini riguardanti il computer portatile abbandonato da Hunter Biden in un negozio di riparazioni in Delaware nel 2019. Entrambi avevano lavorato anche sulla sicurezza delle elezioni presidenziali del 2020, che Trump continua a sostenere siano state rubate.

Gli avvocati dei due ex funzionari hanno accolto con favore la decisione, definendo il caso una campagna diffamatoria a fini politici. Il Dipartimento di Giustizia non ha commentato immediatamente la sentenza. Resta tuttavia la possibilità che i pubblici ministeri tentino di portare nuovamente il caso davanti a una giuria federale, anche se l'esito appare improbabile alla luce delle motivazioni del giudice.