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Fiano e il conflitto interno al Pd sul gemellaggio con Tel Aviv

AUTORE: Redazione Novrium //
Fiano e il conflitto interno al Pd sul gemellaggio con Tel Aviv
Emanuele Fiano, esponente del Partito Democratico e di Sinistra per Israele, è entrato in forte disaccordo con una parte del partito per la decisione di sospendere il gemellaggio tra Milano e Tel Aviv. La richiesta, avanzata dalla capogruppo dem Beatrice Uguccioni e sostenuta da Pierfrancesco Majorino e dal segretario metropolitano Alessandro Capelli, è stata criticata da Fiano come una scelta semplificata e controproducente. "Voi interrompete il legame con tutta Tel Aviv, anche quella che lavora senza tregua per la pace", ha scritto, sottolineando che l'azione rischierebbe di isolare le forze israeliane impegnate nel dialogo e nell'opposizione al governo di Netanyahu.

Fiano ha espresso il suo disaccordo in un lungo post sui social, definendo la decisione "profondamente sbagliata" e accusando il partito di adottare una visione manichea del conflitto. "È veramente difficile se non impossibile rimanere in un partito così", ha aggiunto, riferendosi alla linea adottata da una parte del Pd. L'ex parlamentare ha ricordato la tradizione della sinistra italiana, che in passato promuoveva incontri tra israeliani e palestinesi, ma ha criticato l'attuale approccio come polarizzato e privo di confronto.

Il dibattito interno al Pd è stato alimentato anche da commenti di Piero Fassino, che ha definito "insensata" la proposta di sospensione, e da Pierfrancesco Maran, che ha invitato Fiano a restare nel partito. Tuttavia, Fiano ha chiarito di non aver lasciato il Pd, ma di aver richiesto una "correzione di linea". Il suo scontento è alimentato anche dalla mancanza di contatti con i vertici nazionali, come il segretario Enrico Schlein e il coordinatore nazionale Maurizio Martina.

La questione ha suscitato dibattiti anche sulle relazioni con le comunità ebraiche, con Fiano che ha espresso preoccupazione per la distanza crescente tra il partito e queste realtà. "Non direi che c’è un problema di antisemitismo, ma non comprendo come mai non si faccia nulla", ha sottolineato, annunciando l'intenzione di contattare il sindaco di Milano, Beppe Sala, per esporre la sua posizione. Il conflitto riflette una battaglia ideologica interna al Pd su come affrontare il conflitto mediorientale e il ruolo delle relazioni internazionali.