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Elezioni in Russia: la guerra domina le urne e il potere resta in mano al Cremlino

AUTORE: Redazione Novrium //
Elezioni in Russia: la guerra domina le urne e il potere resta in mano al Cremlino
Le elezioni russe in corso si svolgono in un contesto di guerra e controllo politico, con il Cremlino che rafforza il proprio potere. La competizione elettorale, in programma da venerdì a domenica, rappresenta il primo rinnovo della Duma da quando la Russia ha lanciato l'operazione militare in Ucraina nel 2022. I risultati sembrano scontati, con il partito di maggioranza, l'Unione Russia, che si appresta a mantenere il controllo assoluto del Parlamento.

Il sistema politico russo, spesso definito 'democrazia gestita', garantisce al presidente Vladimir Putin un controllo senza rivali. Tutti i partiti sistemici, inclusi i comunisti e i liberali, votano in sintonia con le linee del Cremlino, sostenendo l'operazione militare in Ucraina. L'unica forza che ha osato opporsi al conflitto, l'Yabloko, è stata espulsa dal ballottaggio dopo che la Corte Suprema ha considerato la sua posizione una minaccia alla integrità territoriale russa.

La campagna elettorale ha evidenziato una mancanza di dibattito reale, con candidati che si presentano in modo uniforme e slogan che riflettono fedeltà al potere. Anche i membri del partito di maggioranza, come il ministro degli Esteri Sergei Lavrov e il sindaco di Mosca Sergei Sobyanin, hanno sottolineato il loro sostegno alla guerra, pur cercando di presentarsi come figure nuove per rafforzare la credibilità del partito.

Mentre il Cremlino cerca di mostrare un consenso popolare per legittimare la sua azione, i cittadini russi affrontano crisi economiche crescenti e attacchi ucraini che colpiscono le infrastrutture. La mancanza di opposizione reale e la repressione di qualsiasi dissenso hanno reso queste elezioni un atto simbolico, più che un momento di cambiamento politico.