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Elezioni comunali 2026: urne aperte in 12 regioni per i ballottaggi e in 148 comuni in Sardegna

AUTORE: Redazione Novrium //
Elezioni comunali 2026: urne aperte in 12 regioni per i ballottaggi e in 148 comuni in Sardegna
Domenica 7 giugno 2026 si sono aperte le urne per i ballottaggi delle elezioni amministrative in 12 regioni italiane, con 42 comuni che tornano al voto per eleggere il sindaco. Tra questi, sei sono capoluoghi di provincia: Agrigento, Arezzo, Chieti, Lecco, Macerata e Trani. I seggi sono stati aperti dalle 7 alle 23 e resteranno aperti anche lunedì dalle 7 alle 15. Parallelamente, in Sardegna si svolge il primo turno in 148 comuni, con circa 440mila elettori chiamati alle urne.

Nel dettaglio, i ballottaggi riguardano comuni con più di 15mila abitanti, dove non è stato raggiunto il quorum al primo turno. A Agrigento, Michele Sodano (centrosinistra) sfiderà Dino Alonge (Forza Italia e autonomisti), mentre ad Arezzo Marcello Comanducci (centrodestra) affronterà Vincenzo Ceccarelli (centrosinistra). A Chieti, Giovanni Legnini (centrosinistra) e Cristiano Sicari (centrodestra) si contenderanno la vittoria, con l'ultimo candidato che ha ottenuto l'appoggio di liste che si erano divise al primo turno.

A Lecco, il sindaco uscente Mauro Gattinoni (centrosinistra) affronterà Filippo Boscagli (centrodestra), mentre a Macerata Sandro Parcaroli (centrodestra) dovrà fronteggiare Gianluca Tittarelli (centrosinistra). A Trani, Marco Galiano (centrosinistra) e Angelo Guarriello (centrodestra) si contenderanno la guida della città. In tutti i casi, le dinamiche elettorali sono state influenzate da alleanze, divisioni interne e il peso degli elettori di liste civiche o centriste.

Nella Sardegna, il primo turno coinvolge 148 comuni, con un totale di circa 440mila elettori. Tra i casi più attesi, la sfida a Vigevano, dove i voti dei vannacciani potrebbero determinare il risultato. Il ballottaggio, inoltre, rappresenta un test per le capacità dei candidati di espandere il proprio consenso al di là delle coalizioni tradizionali, con un'attenzione particolare al voto di elettori di destra o sinistra.