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Conflitti e cori al funerale di Bossi a Pontida

AUTORE: Redazione Novrium //
Conflitti e cori al funerale di Bossi a Pontida
I funerali di Umberto Bossi a Pontida hanno acceso le tensioni interne alla Lega, con cori contro Matteo Salvini e riferimenti alla divisione tra vecchia e nuova guardia del partito. L'evento, tenutosi nell'abbazia di San Giacomo, ha visto la partecipazione di figure istituzionali come Giorgia Meloni e Giancarlo Giorgetti, ma anche di migliaia di militanti che hanno espresso il loro dissenso verso il leader leghista. Salvini, indossando la camicia verde, è stato bersaglio di slogan come «Molla la camicia verde, vergogna» e «Bacio di Giuda», mentre alcuni presenti hanno gridato «Bruciamo il tricolore» durante l'uscita dalla chiesa.

L'atmosfera è stata segnata da un forte senso di identità nordista, con cori per «Padania libera» e «Secessione», richiami al passato di Bossi come fondatore del movimento. Roberto Castelli, ex ministro e promotore del Partito Popolare del Nord, ha criticato Salvini per aver tradito l'eredità di Bossi, sottolineando che la Lega oggi non rappresenta più l'ideale del Senatur. Il figlio di Bossi, Renzo, ha letto la seconda lettura durante la cerimonia, mentre il ministro Giorgetti ha espresso commozione per l'intera giornata.

Il rito, organizzato su indicazione della famiglia, ha evitato discorsi politici ma ha visto l'intervento di personalità come Mario Monti e Luca Zaia. I militanti hanno accolto Meloni con slogan contro «Roma ladrona», mentre Salvini ha evitato dichiarazioni pubbliche, limitandosi a un post social con un'immagine storica con Bossi. Il feretro, accompagnato dal «Va Pensiero» degli Alpini, è stato portato sul pratone dei comizi, luogo simbolo della Lega, dove si è concluso il rito con canti e bandiere verdi.

L'evento ha evidenziato le fratture interne al partito, con alcuni militanti che chiedono un ritorno alle radici federaliste, mentre Salvini cerca di mantenere il controllo. La cerimonia, priva di formalità istituzionali, ha messo in luce il conflitto tra il passato di Bossi e l'attuale direzione della Lega, con un'atmosfera carica di emozioni e tensioni politiche.