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Cardinale Pizzaballa bloccato a Gerusalemme, Italia condanna l'offesa alla libertà religiosa

AUTORE: Redazione Novrium //
Cardinale Pizzaballa bloccato a Gerusalemme, Italia condanna l'offesa alla libertà religiosa
Il cardinale Pierbattista Pizzaballa, patriarca latino di Gerusalemme, è stato bloccato dalla polizia israeliana mentre si recava al Santo Sepolcro per celebrare la Domenica delle Palme, un episodio considerato dalla Chiesa come la prima volta in secoli che un leader religioso viene impedito di accedere a un luogo sacro. Il Patriarcato ha denunciato una 'grave violazione' della libertà di culto, suscitando reazioni internazionali. La premier Giorgia Meloni e il ministro degli Esteri Antonio Tajani hanno espresso vicinanza al cardinale, definendo l'atto un'offesa alla libertà religiosa. L'Italia ha convocato l'ambasciatore israeliano per chiedere chiarimenti.

Le autorità israeliane hanno giustificato il blocco con motivi di sicurezza legati alla guerra con l'Iran, sottolineando che i luoghi sacri della Città Vecchia sono chiusi ai fedeli per evitare rischi. Tuttavia, il cardinale ha precisato che la sua visita era privata e non prevedeva aggregazioni, ribadendo la necessità di rispetto per la preghiera. Il presidente israeliano Isaac Herzog ha espresso dolore per l'incidente, mentre il premier Benjamin Netanyahu ha annunciato un piano per garantire le celebrazioni cristiane nei prossimi giorni.

Dopo le proteste internazionali, Israele ha revocato il divieto, permettendo al cardinale di accedere al Santo Sepolcro. L'ambasciatore israeliano in Italia, Jonathan Peled, ha riconosciuto che la questione poteva essere gestita meglio, ammettendo un malinteso tra le parti. Il Patriarca ha sottolineato la necessità di evitare tensioni, ma ha richiesto un equilibrio tra sicurezza e diritto alla preghiera. L'episodio ha riacceso il dibattito sullo status dei luoghi santi e la protezione delle libertà religiose in un contesto di conflitti regionali.

La reazione italiana è stata unitaria, con il presidente del Senato Ignazio La Russa e l'Alto rappresentante UE Kaja Kallas che hanno condannato la decisione israeliana. Il cardinale, dopo aver celebrato una preghiera per la pace dal Monte degli Ulivi, ha lanciato un appello alla speranza, sottolineando che la guerra non deve prevalere sulle radici spirituali di Gerusalemme.