Nuovo fermo di attivisti internazionali in Cisgiordania, questa volta a carico di un gruppo di volontari impegnati a difendere i raccoglitori di olive palestinesi. Tra loro figurano cinque italiane, fermate dall'esercito israeliano nel villaggio di al-Bweib, a sud di Hebron. La Farnesina, nella serata di giovedì 22 ottobre, ha chiesto a Israele chiarimenti urgenti e il rilascio immediato delle attiviste, mentre l'ambasciata d'Italia a Tel Aviv e il Consolato generale a Gerusalemme sono rimasti in contatto con le autorità israeliane.
Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha annunciato che le cinque donne faranno rientro in Italia domattina, venerdì 24 ottobre. Le attiviste hanno ricevuto la visita consolare all'aeroporto Ben Gurion di Tel Aviv, in attesa di essere espulse dopo un passaggio presso l'autorità per l'Immigrazione. Durante il trattenimento nella stazione di polizia di Kiryat Arba sono state private dei telefoni cellulari e sottoposte a interrogatorio. Tajani ha definito l'arresto inaccettabile, sottolineando che le attiviste non stavano commettendo alcun reato.
La vicenda non è isolata. Nelle stesse ore sono stati fermati e poi espulsi Alberto e Manuel Tartarotti, padre e figlio di Bolzano di 67 e 35 anni, arrivati in Cisgiordania il 18 ottobre per consegnare fondi umanitari e sostenere la raccolta delle olive con l'associazione Youth of Sumud. Dopo una notte in cella, con l'accusa di terrorismo, sono stati rimpatriati con il divieto di ingresso nel Paese per dieci anni. Anche in questo caso i due sono rientrati in Italia.
Alberto Tartarotti ha denunciato che le autorità israeliane continuano ad arrestare ed espellere gli attivisti perché considerati scomodi e perché non vogliono testimoni. Il giorno precedente un'operazione su vasta scala dell'esercito israeliano aveva portato al fermo di circa novanta volontari, tra cui il candidato democratico al Congresso degli Stati Uniti Brad Lander, poi rilasciato insieme ad altri attivisti con severe restrizioni di movimento.
Il quadro di tensione è aggravato dalla raccolta delle olive, da sempre momento delicato e ad alto rischio. Nelle ultime settimane si è registrata un'impennata di attacchi da parte di coloni estremisti, culminati nel fine settimana nel ferimento di una fotoreporter del Wall Street Journal e nell'assalto ad alcune auto diplomatiche europee.
Sul fronte politico, Tajani è intervenuto anche sull'annuncio del premier israeliano Benyamin Netanyahu di voler chiudere l'intera Cisgiordania dopo un attacco all'Idf che ha provocato la morte di due soldati. Il ministro ha avvertito che non è colpendo la popolazione palestinese, in particolare i pacifici villaggi cristiani, che si risolve il problema della sicurezza di Israele. L'Italia, ha spiegato, sostiene la nascita di uno Stato palestinese che conviva in pace con Israele, pur ribadendo la necessità di disarmare Hamas e garantire stabilità a Gaza.
Attiviste italiane fermate in Cisgiordania, Tajani: "Domani il rientro in Italia"
AUTORE: Redazione Novrium //
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- • https://www.tgcom24.mediaset.it/mondo/cisgiordania-fermate-attiviste_118017888-202602k.shtml
- • https://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/2026/10/23/attiviste-italiane-espulse-da-israele.-tajani-domani-mattina-il-rientro-in-italia_9b783e6a-ae93-41de-ab9b-63414f183e13.html
- • https://tg24.sky.it/mondo/2026/10/23/cisgiordania-attiviste-italiane-news