Un giudice federale dell'Alaska ha respinto domenica la causa intentata dal dipartimento di Giustizia dell'amministrazione Trump, che mirava a bloccare la certificazione del voto per il Senato nello Stato nel caso in cui il senatore repubblicano Dan Sullivan dovesse perdere contro la democratica Mary Peltola. Il ricorso era stato presentato meno di due settimane prima del voto, mentre il voto anticipato era già in corso.
Al centro della vicenda c'è la presenza sulla scheda di un altro candidato, Daniel J. Sullivan, un pensionato ed ex insegnante che corre senza affiliazione di partito. Il governo federale sosteneva che i voti destinati al senatore potessero essere sottratti dal candidato omonimo, e chiedeva un'indagine sulle schede espresse per quest'ultimo. Il Sullivan omonimo ha ottenuto circa il 2,5% dei voti alle primarie di agosto, sufficiente per accedere al voto di novembre.
Nella sua decisione, la giudice distrettuale Sharon Gleason ha definito le misure richieste "infeasible", non praticabili, considerato l'elevato numero di voti già espressi. Ha inoltre sottolineato che il governo federale non ha presentato alcun piano credibile per separare le schede senza violare la segretezza del voto, e che la Costituzione affida la supervisione elettorale agli Stati. Ha richiamato anche il principio Purcell, secondo cui i tribunali federali non devono modificare le regole elettorali a ridosso del voto.
La campagna di Peltola ha respinto ogni accusa, sostenendo che la causa fosse privo di fondamento e un tentativo di interferenza. Il New York Times ha riportato che la campagna dell'ex deputata sarebbe legata agli sforzi per reclutare il candidato omonimo, circostanza che Peltola ha negato dichiarando di non essere interessata a ingannare gli elettori. Anche l'ex responsabile della campagna, licenziata ad agosto, ha successivamente tentato di ritrattare le proprie dichiarazioni.
Dal canto suo, il senatore Sullivan ha definito la vicenda un imbroglio e ha accusato gli avversari di non poter vincere sul proprio record. In un'intervista alla CNN ha però dichiarato: "Accetterò il risultato delle elezioni". Nel frattempo, il dipartimento di Giustizia ha ampliato un'indagine penale sulla candidatura del Sullivan omonimo, con nuove citazioni di gran giuria, mentre agenti dell'FBI stanno interrogando i donatori della sua campagna.
La sfida in Alaska è una delle sette competizioni decisive che determineranno se i repubblicani manterranno la maggioranza al Senato, con il voto fissato per il 3 novembre.
Alaska, giudice respinge la causa di Trump sul voto al Senato
AUTORE: Redazione Novrium //
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FONTI_&_RIFERIMENTI:
- • https://www.independent.co.uk/news/world/americas/us-politics/alaska-senate-race-lawsuit-dismissed-dan-j-sullivan-b3077163.html
- • https://www.nbcnews.com/politics/2026-election/federal-judge-dismisses-trump-attempt-ballots-alaska-senate-race-rcna606838
- • https://www.open.online/2026/11/01/alaska-giudice-respinge-causa-trump-voti-perche/
- • https://www.aljazeera.com/news/2026/11/1/sullivan-vows-to-honour-alaska-race-outcome-us-judge-dismisses-doj-lawsuit?traffic_source=rss