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Warsh: Inflazione ancora alta, Fed cambia strategia

AUTORE: Redazione Novrium //
Warsh: Inflazione ancora alta, Fed cambia strategia
Il presidente della Federal Reserve, Kevin Warsh, ha lanciato un messaggio chiaro durante il simposio di Jackson Hole: l'inflazione rimane un problema critico per l'economia statunitense. «La responsabilità per 65 mesi di inflazione elevata e prolungata ricade sulla banca centrale», ha sottolineato, evidenziando la necessità di un approccio più rigoroso. Warsh ha criticato l'uso della forward guidance, lo strumento di comunicazione che guidava le aspettative dei mercati, definendolo «un regime che rischia di accecare i partecipanti». Il nuovo numero uno di Washington ha annunciato una strategia più riservata, concentrata sulla stabilità dei prezzi.

L'occupazione, invece, sembra in buona salute. Il tasso di disoccupazione si mantiene al 4,1%, un livello considerato coerente con la piena occupazione. Warsh ha evidenziato che il mercato del lavoro è «piuttosto stabile», con un turnover basso e un'offerta di lavoro che sta raggiungendo un equilibrio post-pandemico. Tuttavia, l'attenzione principale della Fed resta sui prezzi, con l'indice PCE che oscilla al 3,7% su base annua e il 4,1% su sei mesi. «L'inflazione è superiore al nostro obiettivo del 2%», ha sottolineato, richiedendo un impegno deciso per ridurla.

L'espansione dell'intelligenza artificiale e degli investimenti in tecnologia è un fattore chiave nel dibattito interno alla Fed. Warsh ha riconosciuto che l'AI sta trasformando il tessuto produttivo, con un aumento del 9% degli investimenti aziendali in attrezzature e beni immateriali. Tuttavia, ha avvertito che l'effetto sulla produttività e sui tassi di interesse non è ancora chiaro. «Non è ovvio dove atterreranno i rendimenti del capitale», ha dichiarato, sottolineando la necessità di un'analisi costante delle dinamiche economiche.

La Fed, secondo Warsh, deve tornare a concentrarsi sui segnali puri del mercato, evitando di influenzare le decisioni dei mercati finanziari. «I mercati non devono dipendere dalla Fed per orientare le proprie scommesse», ha affermato, promettendo una comunicazione più diretta e meno invasiva. L'obiettivo è rafforzare la credibilità dell'istituto, in un momento in cui le aspettative dei mercati sono alte e i rischi geopolitici crescenti. «Al momento della verità, ci sono o ragioni o risultati», ha concluso, ribadendo l'impegno a proteggere il potere d'acquisto dei cittadini.