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Stati Uniti aumentano dazi su 60 Paesi per lavoro forzato

AUTORE: Redazione Novrium //
Stati Uniti aumentano dazi su 60 Paesi per lavoro forzato
La Casa Bianca ha annunciato l'introduzione di nuovi dazi su 60 partner commerciali, con aliquote che variano dal 10% al 12,5%. La misura, entrata in vigore venerdì alle 00:01 ora di Washington, sostituisce le precedenti tariffe temporanee decise da Donald Trump. I dazi riguardano oltre il 99% del commercio statunitense e si basano su un'indagine sull'uso di lavoro forzato nelle catene di approvvigionamento.

L'annuncio segue l'annullamento da parte della Corte Suprema delle precedenti tariffe, che avevano creato un vuoto normativo. L'amministrazione ha utilizzato la sezione 301 del Trade Act del 1974 per giustificare le nuove misure, sostenendo che i Paesi coinvolti non hanno adottato misure efficaci contro il lavoro forzato. Tra i soggetti interessati figurano Unione europea, Canada, India, Giappone e Regno Unito.

Le tariffe includono esenzioni per petrolio, gas, fertilizzanti e beni non prodotti internamente dagli Stati Uniti. Il rappresentante commerciale Jamieson Greer ha affermato che l'obiettivo è «ripristinare l’equità nel mercato globale per i lavoratori americani». La decisione fa parte di una strategia più ampia per rafforzare le tariffe, dopo le precedenti limitazioni legali.

I dazi rappresentano l'ultima fase di un'azione protettiva di Trump, che ha già imposto misure simili su prodotti brasiliani e canadesi. L'obiettivo dichiarato è ridurre il deficit commerciale e proteggere gli interessi nazionali, pur suscitando preoccupazioni sull'impatto sui consumatori e sulle relazioni internazionali.