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Petrolio in volo dopo attacco all'Iran

AUTORE: Redazione Novrium //
Petrolio in volo dopo attacco all'Iran
Il prezzo del petrolio è schizzato verso gli 80 dollari dopo l'attacco militare congiunto degli Stati Uniti e Israele all'Iran. Il Brent è stato scambiato a 78,80 dollari con un progresso dell'8,28% mentre il Wti è passato di mano a 72,24 dollari al barile con un rialzo del 7,79%. La crisi si è fatta sentire sui listini, con l'Europa proiettata in forte ribasso alla partenza e l'Asia che chiude tutta in calo.

L'Iran è tra i principali fornitori di petrolio al mondo e il suo governo ha riferito di aver chiuso la navigazione attraverso lo Stretto di Hormuz, via marittima vitale per il trasporto del greggio. La chiusura dello Stretto potrebbe far salire il prezzo del petrolio fino a 100-120 dollari, con effetti a cascata sui costi di carburanti ed elettricità.

Le Borse asiatiche hanno chiuso in netto calo, con Tokyo che perde l'1,35% e Hong Kong il 2%. Il gas ha raggiunto i massimi da un anno, con le quotazioni dell'indice Ttf in avvio salgono del 25% a 39,85 euro al megawattora.

Gli analisti sono preoccupati per i prezzi del gas naturale europeo, che potrebbero più che raddoppiare se il trasporto attraverso lo Stretto di Hormuz venisse interrotto per un mese. Un blocco di un mese potrebbe far aumentare i prezzi europei e quelli spot del gas naturale liquefatto asiatico del 130% fino a 25 dollari per milione di unità termiche britanniche.