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Ocse: Conflitto Medio Oriente mette a rischio crescita e inflazione

AUTORE: Redazione Novrium //
Ocse: Conflitto Medio Oriente mette a rischio crescita e inflazione
L'Ocse ha lanciato un allarme sul rischio che il conflitto nel Medio Oriente possa mettere in crisi l'economia globale e alimentare un aumento dell'inflazione. Secondo l'organizzazione, la persistenza del conflitto peserebbe sulla crescita mondiale e causerebbe un rialzo dei prezzi energetici, con effetti diffusi su mercati e consumi. L'istituzione ha tagliato le previsioni di crescita per l'Italia, che passerà dallo 0,5% del 2025 allo 0,4% nel 2026 e allo 0,6% nel 2027, mentre l'inflazione dovrebbe salire al 2,4% nel 2026.

Le Borse europee hanno registrato perdite significative a causa delle preoccupazioni per un'escalation del conflitto, con Francoforte in calo dell'1,6%, Milano e Londra dell'1,1%, e Parigi dell'1%. Il petrolio ha registrato un forte rialzo, con il Brent che ha superato i 106 dollari al barile. L'Ocse ha sottolineato che la paralisi del trasporto marittimo nello Stretto di Hormuz e i danni alle infrastrutture energetiche hanno causato una fiammata dei prezzi dell'energia, con impatti su produzione e consumi.

L'organizzazione ha raccomandato agli Stati membri di mantenere gli incentivi per ridurre il consumo energetico e di ridurre la dipendenza dai combustibili fossili importati. Per l'Italia, l'Ocse ha evidenziato che l'aumento dei prezzi dell'energia sta frenando i consumi, costringendo a revisionare al ribasso le previsioni di crescita. L'inflazione, già in aumento prima del conflitto, è attesa al 2,4% nel 2026, con un impatto sulle famiglie e sulle imprese.

Sul piano globale, la crescita del Pil dovrebbe rallentare al 2,9% nel 2026, con un calo rispetto alle stime precedenti. L'Ocse ha avvertito che un prolungato aumento dei prezzi energetici potrebbe danneggiare la crescita e alimentare l'inflazione, con effetti su mercati e politiche monetarie. L'istituzione ha anche richiesto una vigilanza attenta delle banche centrali per evitare un'escalation dei tassi di interesse e garantire la stabilità economica.

L'organizzazione ha sottolineato che il conflitto in Medio Oriente ha costi umani ed economici per i Paesi coinvolti e mette alla prova la resilienza dell'economia mondiale. L'Ocse ha messo in guardia contro i rischi di un'impennata dei prezzi delle materie prime e della riduzione della domanda, con conseguenze negative per la crescita. L'istituzione ha raccomandato misure mirate per sostenere le famiglie e le imprese, preservando gli incentivi alla sostenibilità energetica e garantendo la sostenibilità del debito pubblico.