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Manovra, banche contro il nuovo contributo: Giorgetti replica «siamo tutti sulla stessa barca»

AUTORE: Redazione Novrium //
Manovra, banche contro il nuovo contributo: Giorgetti replica «siamo tutti sulla stessa barca»
Lo scontro tra governo e banche sul nuovo contributo previsto dalla legge di Bilancio si fa sempre più acceso. Al centro della disputa ci sono le misure che aumentano il prelievo fiscale sugli istituti di credito, una scelta che l'esecutivo considera necessaria e che l'Abi giudica un segnale preoccupante per il settore.

Ad alzare la voce è stato il presidente dell'Abi, Antonio Patuelli, dal palco della Giornata del Risparmio. Patuelli ha parlato di un «mosaico preoccupante» emerso dagli annunci dell'esecutivo e ha avvertito che la pressione fiscale verrebbe aumentata ulteriormente, con l'inasprimento dell'Ires e soprattutto dell'Irap, un'imposta che grava sui bilanci anche indipendentemente dagli utili. «Tutto questo ricade sugli azionisti», ha osservato, ricordando che le banche italiane sono società private partecipate da milioni di investitori, tra cui le fondazioni bancarie. Sulla stessa linea il presidente dell'Acri, Giovanni Azzone, che teme effetti più pesanti proprio per le fondazioni. Patuelli ha inoltre sostenuto che il contributo chiesto oggi aggrava un accordo raggiunto appena un anno fa, pari a 10,5 miliardi spalmati su tre anni, e ha richiamato la stagione delle crisi bancarie, ricordando il costo di 1,1 miliardi del salvataggio della Popolare di Bari.

La replica del ministro dell'Economia, Giancarlo Giorgetti, è arrivata nella stessa sede e non ha lasciato spazio a esitazioni. «Tutte le componenti del Paese devono contribuire al percorso di risanamento della finanza pubblica, in primis chi, come il sistema finanziario, ha largamente beneficiato dei risultati di questo risanamento», ha affermato. Per il titolare del Tesoro si tratta di oneri significativi, ma assorbibili senza riverberi negativi. «Nelle situazioni difficili lo Stato ha aiutato il sistema bancario, ora il sistema bancario ha il dovere di aiutare lo Stato nel miglio decisivo», ha aggiunto. Rivolgendosi direttamente a Patuelli, Giorgetti ha usato una metafora marinara: «Caro Patuelli, siamo tutti sulla stessa barca».

Secondo il Documento programmatico di bilancio, il contributo richiesto al settore finanziario vale lo 0,21% del Pil nel 2027, lo 0,13% nel 2028 e lo 0,10% nel 2029, per un totale di circa 10 miliardi di euro. Una quota rilevante delle coperture della manovra, che il governo conta di ricavare in buona parte dalle banche.

Patuelli ha precisato che l'Abi formulerà una valutazione definitiva solo quando sarà disponibile il testo completo della legge, perché gli effetti combinati delle misure restano complessi da leggere. Nel frattempo ha invitato alla prudenza in una fase di forte volatilità dei mercati: con il rialzo dei rendimenti dei titoli di Stato, le banche continuano ad acquistare debito pubblico ma registrano minusvalenze nei portafogli. Il presidente dell'associazione ha infine rivendicato il ruolo del settore nella dinamica dei prezzi: «Le banche non sono nella graduatoria dei fattori che contribuiscono all'inflazione», un dato che, a suo dire, dovrebbe essere riconosciuto apertamente.