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Crescita zero in Italia: Bankitalia prevede stagnazione e recessione

AUTORE: Redazione Novrium //
Crescita zero in Italia: Bankitalia prevede stagnazione e recessione
La Banca d'Italia ha aggiornato le previsioni economiche per l'Italia, prevedendo una crescita zero nel 2026 e una contrazione dello 0,6% nel 2027 in caso di prolungamento del conflitto nel Medio Oriente. L'istituto ha messo in guardia sui rischi legati al rialzo dei prezzi dell'energia, con il petrolio che potrebbe superare i 150 dollari al barile e il gas sopra i 120 euro a megawattora. Questo scenario, definito "avverso", potrebbe portare a un'accelerazione dell'inflazione al 4,5% e a una riduzione dei consumi e degli investimenti.

Nello scenario base, il Pil crescerà dello 0,5% nel 2026 e dello 0,5% nel 2027, ma le stime sono state riviste al ribasso rispetto a dicembre. L'inflazione, trainata dal rincaro delle materie prime, è attesa al 2,6% nel 2026, con un calo successivo ma comunque sopra l'obiettivo della Bce. L'erosione del potere d'acquisto delle famiglie e il deterioramento della fiducia delle imprese potrebbero frenare la ripresa economica, specialmente nei settori dell'industria e delle costruzioni.

Il governatore Fabio Panetta ha sottolineato l'importanza della durata del conflitto nel determinare l'incertezza economica. Le tensioni sui mercati finanziari e l'irrigidimento delle condizioni di credito potrebbero colpire i paesi con alto debito, come l'Italia. Le esportazioni, un pilastro dell'economia, rischiano di subire contraccolpi a causa dei blocchi commerciali nel Golfo e della ridotta domanda internazionale.

Bankitalia ha evidenziato che la normalizzazione del mercato energetico richiederà tempo, anche in caso di cessazione rapida delle ostilità. L'istituto ha chiesto di preservare la fiducia nei mercati per evitare balzi degli spread e garantire stabilità finanziaria. Le prospettive restano comunque legate all'evoluzione della crisi mediorientale e alle sue ricadute sulle catene di approvvigionamento globali.